Sequestrati a una famiglia rom due immobili e i conti correnti

22 Marzo 2023

Sigilli alla famigerata “casa rosa” e a un altro alloggio per un valore di mercato di 430mila euro Il provvedimento chiesto da Procura e questore nasce dagli arresti per droga eseguiti un anno fa

ALBA ADRIATICA. La famigerata “casa rosa” dei rom, ad Alba Adriatica in via Bafile, è stata sequestrata. La divisione anticrimine della questura di Teramo ha dato esecuzione al decreto di sequestro disposto, in seguito alla proposta congiunta della Procura della Repubblica di Teramo e della questura, dal tribunale dell’Aquila (sezione misure di prevenzione). I sigilli sono stati apposti a due immobili (quello citato di Alba e uno a Martinsicuro, riconducibili a uno stesso nucleo familiare rom), il cui valore di mercato ammonta complessivamente a circa 430mila euro, e a due conti correnti.
GLI ARRESTI. L’attività della divisione anticrimine è iniziata nell’aprile dello scorso anno, in seguito all’esecuzione da parte della squadra mobile di Teramo di nove misure cautelari (sei di custodia in carcere e tre di divieto di dimora nella provincia di Teramo) nei confronti di altrettanti componenti il nucleo familiare oggi colpito dal provvedimento di sequestro immobiliare e di denaro. Le indagini avevano permesso di accertare che i destinatari delle misure cedevano sistematicamente, all’interno e nelle vicinanze della casa rosa di Alba Adriatica, cocaina ed eroina a numerosi acquirenti che si presentavano – anche provenienti dalle vicine Marche e da Pescara – a qualsiasi ora, anche senza appuntamento. Quell’abitazione in riva al Vibrata, insomma, era divenuta un vero e proprio market dello spaccio di droga, nei pressi del quale sono state documentate numerose cessioni di sostanze stupefacenti secondo quanto è emerso dall’attività investigativa svolta attraverso appostamenti, pedinamenti e filmati. Per gli investigatori il clan di rom aveva un capillare controllo del territorio e per evitare di essere scoperto aveva organizzato un vero e proprio servizio di vedette. All’epoca, secondo la versione fornita dalla polizia che condusse l’attività anticrimine, a consegnare le dosi erano soprattutto le donne mentre gli uomini, che solo in alcune occasioni avrebbero ceduto la sostanza stupefacente, avrebbero svolto ruoli di copertura alla pratica dello spaccio.
IL SEQUESTRO. Quello operato dagli uomini della questura di Teramo è il primo sequestro effettuato in Abruzzo con questa modalità, cioé dietro richiesta congiunta di Procura e questura. Nelle varie inchieste sullo spaccio di droga nella casa rosa che nel tempo si sono susseguite alcune si erano chiuse con il sequestro e la successiva richiesta di confisca dello stabile, ma vizi procedurali avevano bloccato l’iter. Adesso, al contrario, il risultato è stato raggiunto.
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