Sequestrati i telefonini di mamma e figlio

7 Luglio 2024

Nel cellulare dell’imprenditore la chiamata a un altro bracciante: «Scappa, sono arrivati i carabinieri»

TERAMO. Nelle mani degli investigatori sono finiti i telefoni cellulari di madre e figlio, i due amministratori dell’azienda agricola di Sant’Atto: per la donna è scattato il divieto di dimora mentre per il figlio arresti domiciliari.
Le ipotesi di reato contestate ad entrambi, tutte ancora da dimostrare nel corso del procedimento giudiziario, sono intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro con violazione dei contratti nazionali e delle norme sulla sicurezza del lavoro. Nei telefonini dei due, in particolare del figlio, quelli che l’accusa definisce i primi riscontri delle chat tra l’uomo e il migrante marocchino che ha denunciato. E non solo.
Secondo l’accusa (il pm Francesca Zani è titolare del fascicolo con la richiesta di misure fatta e accolta dal gip Roberto Veneziano) quando i carabinieri del Nil, il nucleo ispettorato del lavoro, sono intervenuti nell’azienda agricola per i controlli dal telefonino dell’uomo sarebbe stato inviato un messaggio al migrante arrivato per sostituire l’altro in cui lo si avvertiva della presenza dei militari e gli si diceva di scappare, di non farsi trovare nella roulotte: «Scappa verso gli ulivi, ti chiamo io quando puoi tornare».
Mamma e figlio sono assistiti dall’avvocato Lidia Serroni. Mercoledì mattina compariranno davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia: potranno dare la loro versione dei fatti o avvalersi della facoltà di non rispondere.(d.p.)