Sequestro e botte, condannato a tre anni
Ai domiciliari l’imprenditore di Valle Castellana accusato di aver perseguitato un giovane del posto
VALLE CASTELLANA. E’ stato condannato a tre anni, con il rito abbreviato, e il gup gli ha concesso i domiciliari dopo un anno di carcere: si tratta di Rosildo Ferri, il 39enne imprenditore di Valle Castellana accusato di sequestro di persona, violenza privata, estorsione, minacce e lesioni. L’uomo è stato giudicato dal gup di Ascoli Rita De Angelis visto che Valle Castellana, pur facendo parte della provincia teramana, ricade nel distretto giudiziario di Ascoli da cui dista pochi chilometri.
Ferri venne arrestato l’anno scorso dai carabinieri in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Ascoli dopo le indagini scattate a seguito della denuncia di un giovane del posto. La vittima lo aveva denunciato per un'aggressione subita: il giovane sarebbe stato picchiato prima in strada e poi anche nell'abitazione dell'indagato, che gli aveva impedito di allontanarsi. Ferri avrebbe indotto i datori di lavoro del ragazzo a licenziarlo attraverso reiterate minacce, rivolte anche al medico curante della vittima, perché non rilasciasse un certificato medico sulle lesioni. La storia, ricostruita all’epoca dai carabinieri della compagnia di Teramo guidata dal maggiore Riziero Asci, era venuta allo scoperto solo dopo che il giovane 25enne vittima delle aggressioni dell’uomo si era rivolto ai militari per denunciare. Così erano scattate le indagini che avevano permesso di ricostruire una vicenda durata un paio di mesi, da gennaio e febbraio. Un incubo per la vittima che in poco tempo si era ritrovato aggredito, minacciato e picchiato dal 39enne. Alla base di tutto futili motivi, forse uno screzio per questioni di viabilità. Dopo la condanna con il rito abbreviato, la difesa potrebbe fare ricorso in appello.
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