Servizi cimiteriali, è rivoluzione: concessioni più lunghe per i loculi

Si potranno “prenotare” gli spazi vicini a quelli di un congiunto morto in deroga alle liste d’attesa e ci saranno aree per defunti di diverse religioni e atei. Nuovo regolamento presto in consiglio
TERAMO. Concessione dei loculi, graduatorie, trasporto funebre e case del commiato: è rivoluzione nel nuovo regolamento comunale di polizia mortuaria e gestione dei servizi cimiteriali che l’assessore comunale all’anagrafe Mirella Marchese sottoporrà al voto del consiglio comunale. I contenuti del documento, in attesa di ricevere lunedì il via libera in commissione, sono importanti anche perché verranno recepiti nel bando per l’aggiudicazione dei servizi e la scelta del socio privato della Team.
La prima novità riguarda i tempi delle concessioni, attualmente fissati a 40 anni più una eventuale proroga di 10 anni. Nel nuovo regolamento la proroga verrà estesa a 20 anni per concedere più tempo alla mineralizzazione delle spoglie. Inoltre la concessione stessa potrà essere “parcellizzata”: per fare un esempio, se una persona in vita che ha acquistato un loculo per 40 anni dovesse morire, i familiari potranno decidere di far ripartire la concessione dal momento del decesso pagando però solo il supplemento del loculo per il tempo occupato in vita. Il documento fissa anche regole precise per stabilire la decadenza delle concessioni. E’ il caso ad esempio delle aree cimiteriali date in uso per edificare cappelle e porticati. Se per qualsiasi motivo i familiari del defunto non dovessero rispettare i tempi previsti per l’edificazione dei manufatti, e la tariffa non venisse onorata entro i 12 mesi successivi alla scadenza, il Comune avrà facoltà di ritenere la concessione decaduta e rientrare in possesso delle aree.
Novità sostanziali riguardano anche lo scorrimento delle graduatorie, visto che ci sarà la possibilità di una deroga mai introdotta prima: i genitori o i congiunti stretti del defunto potranno chiedere la concessione dei loculi liberi immediatamente vicini, derogando così al rispetto delle liste d’attesa. «Consapevoli che il trapasso è un momento doloroso per le famiglie», dichiara l’assessore Marchese, «abbiamo voluto dare una risposta alla voglia spirituale di riunirsi nel luogo del riposo. E al tempo stesso mettiamo ordine in una materia che necessariamente doveva recepire le nuove direttive imposte da una leggere regionale».
Il regolamento disciplina anche le aree che devono essere destinate alle diverse confessioni religiose, e introduce spazi destinati a cinerari comuni per depositare indistintamente le ceneri di quelle salme che non vengono richieste dai familiari. Regole vengono fissate anche per il prelievo e il trasporto dei defunti a partire dal luogo del decesso fino alla chiesa e poi al cimitero. Il nuovo regolamento fissa paletti precisi sui tragitti percorribili e sul rispetto degli orari consentiti per le attività del cerimoniale funebre.
Il regolamento infine getta le basi per la nascita delle case del commiato e le case funerarie. Nel primo caso sono strutture deputate alla custodia ed esposizione delle salme di altre confessioni o di atei, dove a conclusione del periodo di osservazione verranno eseguiti riti di saluto civile. Potranno essere pubbliche o gestite privatamente da agenzie di pompe funebri. Nelle case funerarie, oltre alla custodia, potranno essere eseguiti trattamenti di tanatocosmesi sulle salme.
Marianna De Troia
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