Servizio mensa, mancano 400 domande

Molte famiglie sono in ritardo, altre richieste sono bloccate nel sistema. Il Comune decide di accoglierle tutte con riserva
TERAMO. Domande in ritardo, mai presentate o rimaste bloccate nel sistema. Sono giorni frenetici per gli uffici comunali di Teramo che si occupano di gestire le iscrizioni alle mense scolastiche: presi letteralmente d'assalto da centinaia di genitori che hanno scoperto di non essere in regola per l'anno scolastico appena iniziato. Il servizio, che mediamente riguarda 1.700 studenti, prenderà il via lunedì ma sono almeno 400 le domande non pervenute al Comune: tecnicamente 400 bambini che rischiano di non poter accedere al pasto. Nei giorni scorsi moltissime famiglie si sono accorte di non aver presentato la richiesta nei tempi previsti, altre lo hanno fatto in modo errato o con documentazione carente, altre ancora hanno scoperto che la domanda era rimasta bloccata nel sistema telematico. La procedura, infatti, è completamente online sulla piattaforma Planet School, che in alcuni passaggi appare poco snella. Un insieme di circostanze che ha causato un sovraccarico di lavoro agli uffici comunali e ansie nelle famiglie.
Un dato dà la misura del problema: al 31 maggio 2023, ultimo giorno utile per inoltrare la domanda, erano pervenute al Comune solo 600 richieste. Centinaia sono state inviate fra fine agosto e settembre, più di 60 solo ieri. Ad oggi all'appello, rispetto alla popolazione studentesca che dovrebbe usufruire del servizio, mancano ancora 400 domande. Il Comune, tramite l'assessora Stefania Di Padova, sta lavorando per esaminare le richieste ritardatarie ed evitare che lunedì ci siano studenti tagliati fuori dal servizio. Domani sul sito dell'ente verrà pubblicata una graduatoria con le domande accolte “con riserva”: un sistema che consentirà il pranzo da subito, con approfondimenti successivi sulla regolarità della documentazione. «Gli uffici si sono trovati a gestire numeri enormi: il servizio mensa è complesso e non può essere organizzato in pochi giorni», spiega Di Padova, «l'invito ai cittadini è di rispettare i tempi, cioè il 31 maggio. Per quanto riguarda le difficoltà del sistema telematico, saranno oggetto di confronto fra l'amministrazione e il gestore per cercare di azzerarle».
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