Servono 450 posti letto per gli anziani

Regione e Asl intervengono: oltre ai 63 accreditati alla “De Benedictis”, a luglio apre il centro per la demenza a Giulianova
TERAMO. Sempre più anziani. La popolazione della provincia di Teramo invecchia e aumenta parallelamente il bisogno di posti letto in strutture per gli anziani. Attualmente sono necessari altri 450 posti letto in più. Ogni famiglia ha dovuto fare i conti con una carenza che è destinata a aumentare. Asl e Regione cercano di dare risposte alla domanda di assistenza. «Con l’allungamento della vita aumenta il numero degli anziani e collegato a questo, aumentano le malattie», spiega Roberto Fagnano, direttore generale della Asl, «il futuro sarà caratterizzato da questo fenomeno: aumenteranno le malattie croniche. Il problema è che non tutti ancora si rendono conto della necessità di questi presidi, indispensabili, fra l’altro, per aiutare le famiglie».
Oltre ai 63 nuovi posti letto appena accreditati dalla Regione casa di riposo “De Benedictis”, ce ne sono altri in arrivo, a breve e medio termine. A luglio aprirà il centro per la demenza senile a bivio Bellocchio, a Giulianova. «Stiamo eseguendo gli ultimi lavori», spiega Valerio Profeta, direttore del coordinamento dell’assistenza sanitaria territoriale, «nel frattempo l'acquisto degli arredi va avanti. Bisogna procedere alla sistemazione dell'area esterna e della corte interna e poi potremo disporre di 45 posti letto: una parte di Rsa per chi è nella fase acuta e il resto, 32 posti, inseriti in una residenza protetta».
Ma non è tutto. Il Comune di Montorio ha recentemente vinto un bando dell’Inail per la costruzione di una struttura residenziale per anziani, ottenendo 5,1 milioni. «E si è rivolto alla Asl per un accordo di programma al fine di aprire questa struttura», aggiunge Profeta, «l'amministrazione ha dato l’assenso ed è stata inviata alla Regione una richiesta di inserimento di questa struttura da 60 posti (per non autosufficienti) nel piano del fabbisogno regionale. Una volta avuto l’atto propedeutico, faremo l’accordo di programma. Il Comune nel frattempo farà la progettazione. L’iter ha avuto una battuta di arresto per il fatto che il Comune è commissariato. Ma pensiamo che l'iniziativa possa essere portata comunque avanti anche perchè oltre all'importo stanziato per realizzarla, la struttura porterà servizi e posti lavoro alla comunità».
Entro il 2019 dovrebbe poi aprire la nuova Rsa a Casalena. I lavori per la struttura da 32 posti sono in una buona fase di avanzamento. «Servirà alla dimissione protetta dall’ospedale: ci sono casi in cui il paziente non ha più bisogno del ricovero in ospedale ma non è il caso che vada subito a domicilio», spiega il dirigente della Asl. In questo caso però c'è ancora da fare un lavoro sulle aree esterne , che deve essere ancora appaltato (come strade, allaccio ai servizi, collegamento coperto con l'altra Rsa).
Un’altra struttura, ma i tempi sono più lunghi, potrebbe sorgere a Roseto. «L’attuale distretto sanitario è troppo piccolo: il Comune ci donerà un'area a Roseto sud e noi faremo lì il nuovo distretto sanitario, con l’Uccp e la radiologia territoriale», annuncia Profeta, «stiamo facendo i conti sulla cubatura per vedere se possiamo ricavate anche una sessantina di posti di Rsa o Ra. Ci sono 1.700 metri quadri, si devono conteggiare gli spazi per le esigenze ambulatoriali (compresa la fisioterapia). Se rimane spazio, procederemo».
Sempre in tema, Profeta illustra un potenziamento dell’assistenza domiciliare. Intanto alcuni operatori socio sanitari, specificamente formati, vanno a domicilio per trattare chi ha malattie neurodegenerative. «Inoltre è stato formato al Mazzini un gruppo di 5 persone, il Naiod, con infermieri, un fisiatra, un fisioterapista e un medico, che si occuperanno della dimissione protetta del paziente, sin dalle prime fasi del suo ricovero. L’obiettivo è non arrivare all’ultimo momento. Il gruppo da subito pianifica la dimissione: se ad esempio c'è bisogno del letto anti-decubito la fornitura sarà programmata e quando il paziente sarà dimesso lo troverà a casa», conclude il medico. Il gruppo entrerà in azione da domani.
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