Servono controlli e interventi sui fiumi

17 Aprile 2019

ATRI. “Cerrano: qualità delle acque: dai fiumi al mare”: ad Atri si è svolto un incontro sui dati dei monitoraggi svolti nel 2017 dall’istituto zooprofilattico e nel 2018 dall’Arta attraverso i...

ATRI. “Cerrano: qualità delle acque: dai fiumi al mare”: ad Atri si è svolto un incontro sui dati dei monitoraggi svolti nel 2017 dall’istituto zooprofilattico e nel 2018 dall’Arta attraverso i progetti costruiti nel contratto di fiume dall’area marina protetta e finanziati da ministero dell’Ambiente. Si tratta dei progetti “Salva Acque” per fiumi e acque interne e “Strategia Marina” per il mare aperto.
Il focus si è incentrato sui corsi d’acqua che sfociano direttamente in Amp: Calvano, Foggetta, Cerrano e Concio. Dai risultati dell'indagine condotta dall’Arta nel 2018 sono scaturite conclusioni che forniscono agli enti che hanno aderito al contratto di fiume le strategie che andrebbero attuate in un piano di intervento. Sarebbe necessario programmare per il fosso Foggetta e il fosso Concio controlli anche chiedendo alla Regione se ci possa essere la possibilità di inserire i due corsi d’acqua nella rete dli monitoraggio delle acque superficiali: andrebbe abbinato un piano soprattutto per il fosso Concio dove andrà svolta un'azione di studio e protezione per il granchio di fiume, specie presente e protetta.
Altro intervento auspicabile è una tutela degli ambiti vegetazionali degli alvei fluviali riducendo la pressione antropica. E poi adottare modalità di intervento ai fini della salvaguardia dalle alluvioni, che siano compatibili con il rispetto degli ecosistemi fluviali e, poiché sono state rilevate positività, ma non superamenti dei limiti, nelle acque superficiali, per alcuni metalli, andrà richiesto all'Arta di inserire routinariamente, tra le sostanze da ricercare nelle acque di scarico dei depuratori, sostanze come mercurio, cadmio, nichel e piombo. Infine si dovrebbe promuovere la rivegetazione delle aree spondali in erosione e la realizzazione di aree umide lungo i corsi d’acqua.
Notevoli anche i risultati ottenuti nel lavoro, svolto dal distretto di Pescara dell’Arta, nel progetto della “Marine Strategy”. Da primi risultati dell'indagine e anche dal dibattito che si è svolto ad Atri, sono scaturite conclusioni che suggeriscono di programmare monitoraggi più frequenti, aggiungendone altri anche sugli ambienti di scogliera e attuare una tutela dei fondali e iniziare a pensare alla ricostituzione di praterie di fanerogame.