Settimana corta al primo circolo l’ispettrice: delibera da annullare

Giulianova, le accuse dell’inviata dell’ufficio scolastico provinciale dopo le proteste dei genitori «Irregolarità nelle delibere del consiglio d’istituto, è consigliata la revoca in autotutela»
GIULIANOVA. «Nell’intera procedura si sono riscontrati vizi di legittimità e irregolarità in ordine alle delibere del consiglio d’istituto e alla loro attuazione, oltre a scelte contestabili, tali da consigliare l’annullamento o la revoca in autotutela del provvedimento di avvio della settimana corta per la scuola primaria». Sono queste le conclusioni a cui è giunta Maria Cristina De Nicola, ispettrice scolastica inviata all’Istituto comprensivo 1 di Giulianova, diretto da Carmen Di Odoardo, sulla base delle richieste di Massimiliano Nardocchi, dirigente dell’ufficio scolastico provinciale, a cui sono pervenute innumerevoli segnalazioni da genitori di alunni che avevano denunciato disagi determinati dalla variazione di orario scolastico avvenuto in corso d’anno.
L’ispettrice, arrivata nelle scuole del primo circolo lo scorso febbraio non ha dubbi: nell’intero processo di istituzione della settimana corta ci sono state moltissime irregolarità, una tra tutte la partecipazione dei genitori manifestanti, il primo luglio scorso, al consiglio d’istituto che ha materialmente istituito la settimana corta.
Tale presenza, si legge nella lunga relazione, avrebbe invalidato la deliberazione, tanto più per il fatto che la preside Di Odoardo aveva abbandonato l’aula. Agli atti, poi, risulta che alla base dell’istituzione della settimana corta c’è la richiesta, il 16 maggio 2015, di un piccolo gruppo di 11 genitori di futuri alunni della classe prima della scuola primaria di attivare l’orario ridotto almeno con una classe, ovvero la futura prima. Ma le carte dicono anche che, sentite le insegnanti della scuola primaria, sono 17 quelle favorevoli e 24 quelle contrarie alla settimana corta.
Insomma, in una lunga relazione, l’ispettrice ripercorre le numerose tappe della vicenda, compresa l’azione di sfiducia del consiglio d’istituto nei confronti di Cristiana Cipolloni, in quanto firmataria, insieme ad altri genitori, del ricorso al Tar (il cui pronunciamento è slittato a settembre) contro la delibera di attuazione della settimana corta. In un consiglio successivo, poi, il nuovo presidente Paternio Santarsia propone di comunicare ai genitori che la scuola ha intenzione di mettere a disposizione i locali della De Amicis a cooperative e associazioni per offrire servizi alle famiglie che il sabato lavorano e non possono lasciare i figli a casa. «Spontanee le domande», scrive l’ispettrice, «serve o no il sabato libero e a chi?» Insomma, De Nicola conclude che «per cambiare un’organizzazione già consolidata occorrono motivazioni valide, che possono essere ragioni sopravvenute che mettono a rischio il servizio scolastico o l’esigenza di un miglioramento della didattica. Qualsiasi motivazione va comunque documentata e va dimostrato che la soluzione che si intende adottare è la più idonea a ottenere i risultati desiderati. Per il primo circolo di Giulianova, invece, si riscontra un difetto di motivazione soprattutto per quanto concerne il cambiamento di orario della primaria, non essendoci il consenso da parte della maggioranza dei genitori, né valutazioni di natura pedagogico-didattica a supporto».
Per le medie Pagliaccetti, invece, pur essendoci vizi di forma, la motivazione addotta riguardo l’incolumità degli alunni, che con l’orario corto rimangono in strada meno tempo e anche in virtù dell’età più avanzata degli alunni, capaci di tempi di attenzione più lunghi, la settimana corta risulta una scelta accettabile.
Margherita Totaro
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