Settimana corta, i genitori chiamano Nas e ispettorato

Un coro di proteste per gli scuolabus in ritardo e le mense che non ci sono Nelle scuole del primo circolo monta la polemica tra familiari e dirigente
GIULIANOVA. È una settimana corta al vetriolo, quella partita lunedì scorso nelle scuole primarie del I circolo didattico presieduto da Carmen Di Odoardo. I genitori, infatti, si trovano ad affrontare una serie di difficoltà, tanto da aver contattato l’ispettorato e i Nas. L’ispettorato scolastico è stato letteralmente assediato dalle telefonate di genitori infuriati e sta effettuando controlli per accertarsi che l’iter si sia svolto in piena regola. Anche i Nas, dal conto loro, dovranno verificare se, alla De Amicis, ci siano le condizioni necessarie per far mangiare i bimbi sui banchi non essendoci la mensa. Mamme e papà, comunque, contestano anche il fatto che alcuni scuolabus, che devono portare sia i ragazzi delle medie che quelli delle elementari, giungono a lezioni già cominciate. «Il pullmino numero 4», lamenta una mamma, «arriva alla De Amicis alle ore 8.35-8.40 con notevole ritardo in base all’inizio delle lezioni previsto alle 8.20. Ogni giorno i bambini perdono 25/30 minuti di lezione». Un altro aspetto che proprio non va giù alle famiglie è che, rientrando tardi a casa, i bambini non riescono più a seguire le attività extrascolastiche. «I nostri figli rientrano troppo tardi per il pranzo, per i compiti e per le attività sportive», fa notare un genitore, «queste ultime iniziano alle 15-15.30, ora in cui coinciderebbe la digestione del pasto principale, seppur consumato in modo fugace. Come se non bastasse, la quota per le attività sportive viene corrisposta a settembre, cosi come quella del trasporto: le famiglie pagano quindi l’uno e l’altro ma non possono più usufruirne come prima». In molti, in questa settimana sono andati a portare e riprendere i figli autonomamente nei vecchi orari, stabiliti al momento dell’iscrizione. Tanti genitori hanno provato a parlare con la preside la quale ha affisso fuori dal suo ufficio il cartello “La dirigente oggi non riceve”. Parecchi stanno valutando di iscrivere i propri figli, a settembre, in altre scuole. Alla preside, comunque, arrivano anche messaggi di solidarietà, come quello di Laura Ciafardoni, consigliere comunale di FI e Ncd, che vuole «stigmatizzare tutti gli episodi incresciosi che, negli ultimi tempi, l’hanno vista vittima, colpevole solo di aver preferito il silenzio alle polemiche». Anche un’altra mamma, seppur contraria alla settimana corta, si chiede: «Perché ci stiamo accanendo contro la dirigente e contro la scuola nonostante la proposta sia stata avallata dal consiglio d’istituto da noi votato? Perché ci lamentiamo che la preside non riceve quando siamo noi i primi a comportarci male con lei?».
Margherita Totaro
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