Settimana corta, il Comune chiama l’ufficio scolastico

14 Luglio 2015

Molti genitori contrari: Mastromauro e Cameli chiedono un incontro a Nardocci «Noi e il dirigente non possiamo cambiare la decisione, ma possiamo parlarne»

GIULIANOVA. Polemica sulla settimana corta nel primo circolo: il Comune chiede l'intervento dell'Ufficio scolastico provinciale per trovare una soluzione condivisa da tutti. L'appello è stato lanciato dal sindaco Francesco Mastromauro e dal suo vice Nausicaa Cameli al responsabile dell'ambito territoriale teramano dell'ufficio, Massimiliano Nardocci, invitato a prendere parte a un incontro con tutti i soggetti coinvolti dal provvedimento della settimana corta, contestato da un nutrito gruppo di genitori ma comunque già approvato dal consiglio d'istituto.

La polemica era scoppiata due settimane fa, quando il consiglio aveva dato l'ok alla permanenza a scuola, per i bimbi della scuola elementare "De Amicis", dalle 8.20 alle 13.20 dal lunedì al venerdì, mentre il martedì dalle 8.20 alle 15.50, e per i ragazzi della media "Pagliaccetti" dalle 8 alle 14 per i 5 giorni della settimana corta.

I genitori contrari hanno anche chiesto alla preside Carmen Di Odoardo di fare un sondaggio fra le famiglie per discutere della novità (per orarinviato) ed avevano presentato in municipio 722 firme per l'abolizione del provvedimento. Di Odoardo aveva inoltre cercato di calmare le acque annunciando la convocazione di un nuovo consiglio d'istituto per chiedere di tornare indietro sulla decisione già assunta da 11 favorevoli su 13.

Ora Mastromauro chiede il coinvolgimento dell'Ufficio scolastico provinciale in un nuovo incontro, a cui dovrebbero prendere parte Di Odoardo, il consiglio d'istituto, i genitori degli alunni, il rappresentante della ditta di trasporto scolastico, Sergio Gaspari, ed i rappresentanti dell'amministrazione. «Occorre ricreare un clima di serenità, ma per farlo bisogna sedersi tutti attorno ad un tavolo di discussione», sostengono Mastromauro e Cameli, «cercando il più possibile di evitare incomprensioni e irrigidimenti. Il Comune al riguardo non ha poteri di sorta. Soprattutto quando esiste una delibera adottata dal consiglio d'istituto. Però il Comune deve essere coinvolto per pianificare il servizio trasporto scolastico e anche il servizio mensa, nel caso occorra. E ciò qualunque sia la decisione definitiva. Anche l'Ufficio scolastico provinciale non può prendere una posizione quando c'è una decisione scaturita da un consiglio d'istituto. Ma la presenza del dirigente scolastico provinciale, o di un suo delegato, crediamo sia comunque importante per chiarire meglio tanti aspetti che forse non sono stati ben compresi».

Sandro Petrongolo

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