Settimana corta, il consiglio decreta il sì

31 Luglio 2015

Nel primo circolo il nuovo orario partirà da ottobre alle medie e dal secondo quadrimestre (gennaio) alla De Amicis

GIULIANOVA. E settimana corta sia. Nell’ultimo consiglio di istituto, dopo l’incontro con il dirigente scolastico provinciale Massimiliano Nardocci, che aveva suggerito di rinviare la decisione all’anno prossimo, si è presa in considerazione l’idea di far partire l’orario ridotto a ottobre per le medie e dal secondo quadrimestre per la De Amicis, in attesa che il Comune provveda a adibire una sala a mensa. Per elementari e asilo di Colleranesco, invece, il problema non si pone, visto che il plesso è già dotato di mensa. I verbali del consiglio di istituto di lunedì scorso sono stati pubblicati ieri sul sito del primo circolo didattico di Giulianova, così come, due giorni fa, è stata resa nota una riflessione della dirigente scolastica Carmen Di Odoardo, la quale ha difeso l’autonomia della scuola e la legittimità della procedura seguita dal consiglio d’istituto.

I TEMPI. Il consiglio, dunque, per la scuola media ha ipotizzato di avviare la settimana corta a ottobre, per dare il tempo, a settembre, ai docenti di stabilire gli orari (si è proposto 8-14 con ore da 60 minuti senza recuperi e rientri, o 8-13,30 con ore da 55 minuti e sabati tematici). Per le elementari, invece, l’inizio della novità è posticipato al secondo quadrimestre, e quindi da gennaio 2016, per dare la possibilità al Comune di adeguare a mensa la sala Banda, in via Diaz. Nel frattempo arriverà anche il responso del Tar, a cui si sono rivolti i genitori contrari. «Le ipotesi sopra elencate», si legge nel verbale, «dovranno essere discusse nel collegio docenti di settembre e portate a conoscenza dei genitori e dall’amministrazione. La dirigente scolastica invita gentilmente i consiglieri ad aspettare la stesura del verbale o di un comunicato ufficiale prima di divulgare notizie».

LA PRESIDE ESTERNA. Il comunicato annunciato non è mai arrivato ma la dirigente Di Odoardo ha affidato a una nota ufficiale il suo pensiero, chiarendo come si sia sentita delegittimata nell’incontro con Nardocci. «La scuola», ha commentato la preside, «ha bisogno di rispetto per il suo essere termostato della società. Essa non ha bisogno di battaglie e contrapposizioni». La preside ha raccontato che molti genitori si sono recati da lei per chiedere «documenti da utilizzare per colpire la scuola nei suoi presunti errori e nella sua supposta incapacità di tener presenti le esigenze degli alunni che la frequentano». A tal proposito, Di Odoardo ha ricordato il ricorso al Tar inoltrato dai genitori contrari. «Sono arrivati a scuola», ha continuato la dirigente, «esposti senza mittente. Uno di questi contiene le 722 firme. Dette firme, in realtà, non appartengono, tutte, ai genitori ma raccolgono consensi tra persone non direttamente interessate». Sull’incontro teramano, Di Odoardo ha rincarato la dose, dicendo che «la tavola rotonda ha avuto il sapore amaro di una delegittimazione del mio ruolo e, fors’anche, di un attacco alla mia persona da parte dei contrari alla settimana corta». Anche delegittimare una delibera del consiglio d’istituto, ha puntualizzato la preside, significherebbe mettere in discussione le scelte dell’organo scolastico prioritario. «A settembre», ha concluso Di Odoardo, «il collegio docenti cercherà di contemperare le esigenze della scuola con quelle delle parti sociali coinvolte. Successivamente, il Comune di attiverà, come ha sempre fatto, per garantire il trasporto e se necessario il servizio mensa scolastica».

LA REPLICA DEI GENITORI. «La scuola per noi è un’entità sovrana», hanno fatto sapere i genitori contrari, «ma non è composta solo da dirigente, docenti, alunni e collaboratori scolastici, ma da tante altre parti tra cui i genitori. La parola “autonomia” non va confusa con dittatura o libertà di agire in modo sconsiderato, senza tener conto delle esigenze degli utenti che usufruiscono del servizio scolastico». Citando una serie di normative, i genitori hanno incalzato replicando che «alle sedute del consiglio di circolo e di istituto possono assistere gli elettori delle componenti rappresentate nel consiglio e invece l’ultimo consiglio si è tenuto a porte chiuse. A questo punto non si può più parlare di “presunti errori”, né si può “chiedere rispetto” per una scuola che riteniamo violata nelle sue leggi; siamo convinti che essa non abbia bisogno di battaglie e contrapposizioni, ma di una gestione partecipata».

Margherita Totaro

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