Settimana corta, ora c’è da modificare il trasporto

Convocato un tavolo tra scuola, Comune e Gaspari. Intanto i genitori contrari continuano a protestare e avvertono: «Il Tar deve ancora pronunciarsi»
GIULIANOVA. Si terrà la prossima settimana il tavolo tra Comune, istituto comprensivo 1 e la ditta Gaspari per la riorganizzazione del servizio di trasporto scolastico che dovrà adeguarsi ai nuovi orari della “settimana corta”. «La scuola ci ha comunicato la nuova organizzazione oraria delle lezioni decisa dal consiglio d’istituto», ha spiegato il vice sindaco Nausicaa Cameli, «e immediatamente ho provveduto a promuovere un incontro tra le parti per valutare tutte le modifiche che saranno necessarie per organizzare al meglio il trasporto degli alunni».
La nuova organizzazione oraria approvata dal consiglio d’istituto prevede lo svolgimento delle lezioni su 5 giorni dal lunedì al venerdì. Gli alunni delle classi primarie entreranno alle 8.20 per uscire alle 13.20, con un solo rientro di due ore nella giornata di mercoledì, gli alunni della scuola secondaria di 1° grado entreranno alle 8 ed usciranno alle 14 dal lunedì al venerdì senza alcun rientro.
La decisione della scuola non accontenta tutte le famiglie e sono ancora molti quelli che vedono in maniera negativa il nuovo orario delle lezioni. «È vero che nel luglio scorso il consiglio d’istituto ha deliberato favorevolmente l’avvio della settimana corta, ma una proposta così importante per la vita dei bambini e di tutte le famiglie non deve essere approvata solo dal consiglio d’istituto», si legge in una nota diffusa dai contrari, «e ha bisogno prima dell’approvazione del consenso di tutti i genitori. La scuola non ha chiesto il parere di nessun genitore, se non di quelli delle classi terminali, ma è doveroso e coscienzioso ascoltare il parere delle famiglie, le loro esigenze, tenere conto dei modi e dei tempi di apprendimento degli alunni ed ascoltare il parere di esperti psicologi, pediatri, insegnanti che in questa vicenda non sono stati interpellati. Inoltre il Tar deve ancora pronunciarsi sul ricorso», dice ancora la nota, «e lo farà solo dopo aver analizzato la lunga documentazione allegata».
La dirigente Carmen Di Odoardo ha invece sostenuto nella sua nota che «ogni passaggio è stato a lungo meditato e valutato contrariamente a quanti affermano che il consiglio d’istituto, poiché il suo rinnovo è imminente, non sia più in grado di deliberare. Affermazione che denota assoluta non conoscenza del funzionamento degli organi collegiali. Che l’atto sia stato viziato da difetto fin dal suo inizio, affermazione che evidenzierebbe una non capacità del Tar di svolgere la sua funzione. Che il tribunale debba ancora pronunciarsi, indicando termini temporali sconosciuti all’istituto stesso o quanto meno non comunicati alla stessa Avvocatura dello Stato».
Mirella Lelli
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