Settimana corta solo in due scuole

Dicono sì Zippilli-Lucidi e Savini-San Giuseppe, no San Nicolò e Villa Vomano. Incerta la D’Alessandro-Risorgimento
TERAMO. Il sabato fascista non convince i presidi, né i docenti. Ad accogliere favorevolmente la proposta di introdurre la settimana corta, avanzata dal sindaco Maurizio Brucchi e dell’assessore all’istruzione Piero Romanelli, sono stati solo due istituti comprensivi su cinque, ovvero quelli del centro cittadino, mentre le scuole periferiche hanno preferito non accogliere la proposta nata principalmente per ridurre i costi delle utenze, del personale addetto alle manutenzioni e del trasporto scolastico.
L’idea di sopprimere le lezioni al sabato ha incassato infatti solo il parere favorevole dal dirigente scolastico della Zippilli- Lucidi e di quello della San Giorgio- Savini-San Giuseppe. Quest’ultimo istituto comprensivo vorrà tuttavia condividere questo passaggio con il consiglio d’istituto. Stroncatura netta è arrivata invece dall’istituto comprensivo di San Nicolò e Sant’Atto, che ha già ascoltato gli organi collegiali di rappresentanza e si è dichiarato contrario alla novità. La settimana corta è impraticabile per ragioni meramente organizzative anche per l’istituto comprensivo di Villa Vomano, visto che è già in vigore il tempo pieno su sei giorni e altre soluzioni andrebbero a sconvolgere radicalmente l’attività didattica. Resta sospesa la decisione da parte dell’istituto comprensivo D’Alessandro-Risorgimento,anche se le previsioni danno per favorita una bocciatura visto che dal consiglio dei docenti sarebbero già emerse posizioni contrarie non ancora ufficializzate dal voto.
Tuttavia, come hanno spiegato il sindaco Brucchi e l’assessore Romanelli al termine di un altro confronto avuto ieri con i presidi, ogni decisione sarà messa nero su bianco a fine mese quando tutte le scuole avranno ufficializzato l’esito dei consigli d’istituto e potranno verbalizzare una posizione con l’amministrazione comunale. E’ chiaro che di fronte a una mappatura di questo tipo i risparmi previsti dall’amministrazione comunale sono esigui. Solo di trasporto scolastico, nel caso fossero stati soppressi tutti i sabati del mese, il Comune avrebbe risparmiato 100mila euro. Un risultato sfumato dal momento che con una situazione a macchia di leopardo il servizio dovrà comunque essere garantito.
Per quanto riguarda la Provincia e gli istituti superiori, è ancora presto per avere un quadro chiaro. Il presidente Renzo Di Sabatino è in attesa di un responso da parte dei presidi ma, fermo restando che non c’è volontà coercitiva, si è dichiarato pronto a valutare soluzioni alternative alla settimana corta per realizzare l’auspicato risparmio. Quali? «Non escludo accorpamenti. Vedremo se da una ricognizione degli spazi e delle aule vuote tra i vari plessi si potranno ricavare locali per concentrare le attività di più sedi. E’ ancora prematuro parlarne, ma è un’ipotesi sul tavolo».
Marianna De Troia
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