«Sfollati, l’ordinanza è sbagliata»

D’Alberto (Pd): scadenze troppo serrate per i proprietari delle case lesionate
TERAMO. «Ordinanze in fotocopia». Il capogruppo del Pd in Comune Gianguido D’Alberto definisce così i provvedimenti di sgombero emessi dal Comune dopo il terremoto. Secondo lui gli atti sono sbagliati perché, oltre a non prendere in considerazione le singole situazioni a cui si riferiscono, impongono tempi serratissimi per il ripristino degli immobili lesionati.
«Per tutti la scadenza indicata è di 45 giorni», evidenzia il consigliere comunale, «cambia solo l’indirizzo e il nome del destinatario». La scadenza tanto ravvicinata mette ancora di più in ansia gli sfollati che ricevono l’ordinanza in questione, anche perché nel testo si prefigurano sanzioni e conseguenze penali per chi non la rispetta.
«Ci arrivano tante segnalazione da parte di cittadini preoccupati», fa sapere D’Alberto, «e già alle prese con tante difficoltà per gli sgomberi che hanno subito». Il provvedimento rischia di creare anche un ulteriore danno economico agli sfollati: chi, infatti, avviasse i lavori di ripristino prima del completamento della procedura che certifica i danni potrebbe non ottenere i risarcimenti.
«Alla scadenza del termine tra l’altro i tecnici comunali dovrebbero fare ulteriori verifiche», aggiunge il capogruppo, «e questo mettere in difficoltà anche la macchina amministrativa già sotto pressione». Anche la Protezione civile, a detta di D’Alberto, ha evidenziato problemi nell’ordinanza «ma finora non è cambiato proprio nulla». (g.d.m.)
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