Sfollati via dagli alberghi, ma non tutti

L’ordinanza della Protezione civile prevede alcune eccezioni. E la scadenza del 17 febbraio potrebbe essere prorogata
TERAMO. A tre anni e mezzo dal sisma per gli sfollati si avvicina l’ora di lasciare gli alberghi. A prevederlo è l’ordinanza 614 del 19 novembre 2019 emanata dal capo della protezione civile Angelo Borrelli, che prevede che entro 90 giorni dall’emanazione, e quindi entro il 17 febbraio, gli sfollati ospitati negli alberghi debbano presentare la relativa documentazione per non perdere il beneficio, precisando come quest’ultimo sarà garantito solo «in favore dei soggetti in attesa di assegnazione di una Sae o di un’unità immobiliare di cui all’articolo 14 del decreto legge n.8 del 2017 o di unità abitative realizzate ai sensi delle ordinanze di protezione civile e per il tempo strettamente necessario». Tutti gli altri dovranno dunque passare al contributo di autonoma sistemazione. «L’ordinanza prevede due eccezioni», spiega il direttore dell’Usr di Teramo Vincenzo Rivera, «potrà infatti restare in albergo chi ha iscritto i figli in una scuola fuori dal comune di residenza, fino al termine dell’anno scolastico, e chi dimostrerà che nel proprio comune di residenza non sono disponibili alloggi in affitto. In questo caso dovrà essere esibita la documentazione relativa alla corrispondenza intercorsa con almeno due agenzie immobiliari». L’ordinanza, inoltre, prevede controlli a campione da parte dei Comuni per le verifiche del caso.
Non è escluso, comunque, che la scadenza del 17 febbraio possa essere prorogata. «Stiamo cercando con la Protezione civile nazionale di renderla più flessibile per dare la possibilità ai terremotati di organizzarsi meglio e trovare un appartamento in affitto», conferma Silvio Liberatore, responsabile del servizio emergenze di protezione civile della Regione, «nessuno si troverà per strada da un giorno all’altro». L’obiettivo è di uniformare la scadenza a quella fissata per la presentazione della documentazione relativa alla richiesta di mantenere o ottenere il contributo di autonoma sistemazione, prevista per il 17 marzo.
Sulla questione degli sfollati negli alberghi ieri, con una nota, è intervenuto anche il Comune, che nei giorni scorsi aveva inviato un’apposita comunicazione alle diverse strutture ricettive che aveva suscitato polemiche. Nel ricordare i contenuti dell’ordinanza del capo della Protezione civile l’ente ha sottolineato di aver provveduto ad informare le strutture ricettive già dal 25 novembre «affinché dessero la massima diffusione agli ospiti alloggiati, della pubblicazione dell'ordinanza» e di non aver assunto alcun provvedimento in merito. «Abbiamo chiesto chiarimenti alla Protezione civile affinché vengano precisati con nettezza alcuni dei punti controversi», precisa il sindaco Gianguido D’Alberto, «e torniamo poi a chiedere chiarezza sul numero e sulla tipologia degli alloggi acquistati su cui continuiamo a registrare incertezza. Noi abbiamo sospeso il procedimento a tutela degli interessati. Al momento si parla di 86 di case per il nostro Comune ma il percorso deve essere completato perché tali numeri sono diversi rispetto a quelli del primo bando che prevedeva circa 150 alloggi da assegnare a Teramo».
Oggi, intanto, alle 10 il Comune di Montorio consegnerà agli sfollati, nella sala consiliare, le chiavi delle prime case acquistate dalla Regione per l’emergenza sisma.(red.te)
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