Sfrattate due mesi fa, dormono in auto

Il Sicet segnala il caso di due donne mandate via da un alloggio Ater a cui non è stata trovata una casa
TERAMO. La neve e il gelo di questi giorni, e soprattutto di queste notti, ha trovato ancora senza casa G.S., 60 anni e sua figlia V. che dormono in auto.
Il caso viene segnalato dal segretario del Sicet, Antonio Di Berardo, insieme a quello di L.A.: in entrambi i casi sono stati sfrattati dalle case Ater, le prime di viale Cavour, il secondi di via Po. L’uomo, L.A. ha trovato ospitalità da una figlia e per fortuna non è costretto a vivere all’addiaccio. Forse per lui c’è qualche possibilità di avere un alloggio in tempi non molto lunghi, ritiene Di Berardo.
Peggiore è la situazione delle due donne, che a tutt’oggi dormono in auto. «In occasione dello sfratto ci fu l’impegno diretto del sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto e del commissario Ater Nicola Salini. Il risultato è, che ancora a più di due mesi e 10 giorni dal blitz delle forze dell’ordine (polizia, carabinieri e vigili urbani), le due famiglie non hanno un alloggio», spiega il sindacalista, «se non hanno case disponibili, ricorrano all’affitto di una casa privata. Con lo sfratto esecutivo è stato eseguito un atto di violenza e non è stata garantita dal Comune un'alternativa, un passaggio da casa a casa: G.S. e la figlia ancora oggi dormono dentro un’auto fornita dal suo ex marito. Le intemperie e il freddo di questi giorni le stanno mettendo a dura prova, dormono rannicchiate sui sedili della Fiat 500. Al mattino vanno a lavarsi nella abitazione di una amica, la notte accendono il motore della vecchia 500 per azionare il riscaldamento, si addormentano ripiegate sotto una coperta di lana, vivono così da circa un mese, vagano continuamente da una parte all’altra. Capita, che qualcuno ogni tanto offra ma solo per qualche giorno ospitalità: prima di Natale, hanno dovuto abbandonare un vano di un’abitazione messo a disposizione di una conoscente».
Nelle prossime ore il Sicet deciderà il da farsi: «non c’è più tempo da perdere, coinvolgeremo altre associazioni degli inquilini. Di certo questa storia non finisce qui: l'esigenza di una casa cui vivere resta un tetto dove vivere la quotidianità, la casa non è un lusso, è un diritto. Lo sfratto senza alternativa è una violenza», conclude il segretario provinciale Antonio Di Berardo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

