Si candida contro il Pd Assessore revocato

19 Marzo 2019

BELLANTE. Il sindaco di Bellante Giovanni Melchiorre ha revocato la nomina ad assessore di Roberto Salvatori e, di conseguenza, gli ha tolto l’attribuzione delle deleghe a bilancio e tributi, opere...

BELLANTE. Il sindaco di Bellante Giovanni Melchiorre ha revocato la nomina ad assessore di Roberto Salvatori e, di conseguenza, gli ha tolto l’attribuzione delle deleghe a bilancio e tributi, opere pubbliche, ambiente e tutela del territorio che gli aveva conferito il giugno 2016. Al momento il primo cittadino manterrà per sé le tutte le deleghe. Come si legge nel provvedimento la decisione è stata presa dal sindaco dopo che Salvatori, che ricopriva il suo ruolo di assessore in quanto espressione del Pd locale, che conta cinque membri in consiglio comunale, ha deciso di candidarsi alle prossime elezioni per il consiglio provinciale del 31 marzo con la Lista “La Forza del Territorio”, espressione di partiti del centrodestra come la Lega e Fratelli d’Italia, in opposizione quindi alla lista denominata “La Casa dei Comuni”, sostenuta dal Partito democratico, che – fa sapare il sindaco – per tale ragione ha già promosso una procedura di espulsione a suo carico e ha chiesto al primo cittadino di Bellante il ritiro della sua nomina perché non più espressione del partito.
Altra motivazione che ha portato Melchiorre a revocare le deleghe è stato il fatto che Salvatori aveva detto allo stesso sindaco e al gruppo di maggioranza, ai quali non aveva inteso comunicare in precedenza la propria intenzione a candidarsi, di aver inviato, prima della scadenza, una comunicazione di rinuncia alla candidatura, ma della quale – fa sapere ancora il primo cittadino – «in realtà non vi è alcuna traccia e che, in ogni caso, egli avrebbe potuto provvedervi ove avesse inteso effettivamente farlo».
Melchiorre dichiara inoltre che «resta il sentimento di personale rispetto nei confronti di Salvatori, benché risulti spiacevole la sua scelta di candidarsi contro il Partito democratico, che ne ha sostenuto la candidatura e l’elezione a consigliere comunale, e che lo ha costantemente sorretto nell’azione amministrativa, al pari della scelta incomprensibile di non aver voluto partecipare tale decisione ai colleghi del gruppo di maggioranza che, per primi, avrebbe potuto chiamare a sostenerlo».