Si conclude la “Staffetta della memoria della Shoah”

TERAMO. Ha coinvolto circa 1.600 studenti la “Staffetta della memoria della Shoah delle nuove generazioni” organizzata dal centro Arendt per non dimenticare, per trasmettere e diffondere alle nuove...
TERAMO. Ha coinvolto circa 1.600 studenti la “Staffetta della memoria della Shoah delle nuove generazioni” organizzata dal centro Arendt per non dimenticare, per trasmettere e diffondere alle nuove generazioni la memoria della deportazione e dell'uccisione di milioni di ebrei, zingari, omosessuali, disabili e oppositori politici nei lager nazisti. La Staffetta, inaugurata il 15 gennaio scorso all’università di Teramo, si concluderà domani, sempre all'università. Alle 10, nella sala conferenze del polo didattico “D’Annunzio”, gli studenti delle scuole superiori e dell’università incontreranno lo scrittore Paolo Di Paolo in conversazione su Primo Levi e Piero Gobetti insieme al giornalista Eugenio Murrali e all’attrice Ottavia Orticello che leggerà “La Madonna Sistina” di Vasilij Grossman. Ospite d’eccezione, la scrittrice Dacia Maraini aprirà e chiuderà l’incontro con le letture delle poesie di Edith Bruck, tratte dalla raccolta “Versi Vissuti”e di alcuni brani del suo romanzo “Il treno dell’ultima notte”(Rizzoli). Porterà i saluti il rettore Dino Mastrocola, introdurrà Guendalina Di Sabatino, presidente del centro Arendt. Sarà una conversazione densa e appassionata quella tra Murrali e Di Paolo, che si è concentrato sulla forza intellettuale e sulla giovinezza di Gobetti e Levi, cercando una via narrativa al racconto della loro vita. E’ uscito in gennaio il libro rivolto alle nuove generazioni “Primo Levi. La chimica delle parole” (La Nuova frontiera Junior). In questo volume, il giovane scrittore ricostruisce la personalità umana e letteraria di Primo Levi: gli studi universitari e il lavoro da chimico, la passione per l’alpinismo e l'impegno politico, la scrittura, la deportazione, la popolarità. Un ritratto che ci svela quanto Primo Levi sia attuale e necessario oggi, così come la figura di Piero Gobetti, al quale Paolo Di Paolo ha dedicato nel 2013 il romanzo “Mandami tanta vita” (Feltrinelli).

