Si dimettono i 4 assessori di Futuro In

12 Maggio 2016

Ufficialmente lo fanno per «facilitare la verifica», ma potrebbe essere il preludio alla fine dell’amministrazione Brucchi

TERAMO. Dimissioni in blocco per gli assessori di Futuro In. Oggi Rudy Di Stefano, Piero Romanelli, Francesca Lucantoni ed Eva Guardiani, restituiranno le deleghe al sindaco Maurizio Brucchi. Così Paolo Gatti, leader di Futuro In, fa saltare il banco, anzi il “patto di prospettiva” che il sindaco aveva tracciato con gli alleati nell’ultimo tavolo politico e che si è inceppato nel giro delle 24 ore successive. Nel comunicato diffuso dal gruppo al termine del coordinamento comunale i toni sono concilianti e le dimissioni vengono spiegate come una facilitazione della verifica di maggioranza, ma tutto lascia intendere la volontà di staccare la spina.

«Questo atto» dichiarano i quattro assessori «ha lo scopo di sottolineare l’autonomia e la libertà d'azione che il sindaco ha avuto sin dal giorno successivo alle elezioni e che oggi vanno evidenziate rispetto a qualche ricostruzione fuorviante». Il riferimento è alle accuse mosse da più parti di eccessiva ingerenza gattiana. «Questo atto ribadisce di considerare prevalente la vita delle istituzioni, affinché si affermi il senso di responsabilità nel rispetto della rappresentanza democratica e non quello delle rappresentazioni virtuali. Intendiamo così per accelerare e fluidificare la verifica in corso che deve avere come priorità i temi in merito al governo della città e, solo secondariamente, gli organigrammi ed i nomi delle persone a cui affidare responsabilità amministrative. Solo così sarà possibile ridare uno slancio che non sia di facciata ma che si concretizzi in comportamenti all’insegna dell’efficienza, dell’'entusiasmo e della lealtà». Il gruppo consiliare si è dichiarato infine ancora disponibile ad appoggiare Brucchi al termine della verifica: «Assicuriamo il sostegno alla prosecuzione del mandato anche a prescindere da un impegno diretto di esponenti di Futuro In nelle attività di governo, poiché riteniamo che l’attività di rappresentanza, delegata alla lista di Futuro In da quasi 6000 teramani, possa svolgersi efficacemente sia in termini di decisioni che sul terreno delle proposte e delle sollecitazioni». Sin qui la nota ufficiale. Ma i motivi ufficiosi sarebbero da ricercare in uno strappo di Gatti col sindaco. Uno strappo dovuto alle dichiarazioni che il primo cittadino ha reso alla stampa a margine dell’ultimo tavolo politico.

La riduzione a 7 o a 6 del numero degli assessori, la possibilità di prevedere consiglieri delegati, così come un avvicendamento alla presidenza del consiglio comunale sono apparse fughe in avanti di Brucchi, contestato nel metodo di rappresentare sulla stampa cose parzialmente diverse da quanto stabilito al tavolo politico. Per Gatti sarebbe stato opportuno procedere prima alla verifica di una disponibilità da parte di Fratelli d’Italia e dei “dalmaziani”, poi riferire agli alleati iniziali, e poi ancora accennare numeri e criteri sulla stampa. Numeri che avrebbero dato l’impressione di una spartizione e peraltro difficilmente ipotizzabili senza la certezza del rientro dei due gruppi ora in minoranza.

La scelta delle dimissioni viene valutata positivamente dal grupo “Al centro per Teramo” che fa riferimento a Mauro Di Dalmazio. «Non possiamo che apprezzare la scelta del gruppo di Futuro In», si lege in una nota, «che, resosi evidentemente conto che la strada intrapresa dalla maggioranza era sbagliata, con l’azione posta in essere oggi ha dimostrato nei fatti di condividere la necessità di una svolta radicale, tanto politica quanto amministrativa, fondata sui contenuti, per ridare slancio e vitalità alla nostra città».

Marianna De Troia

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