Si dimettono in sette: sciolto il consiglio

Colpo di mano del gruppo misto, cade l’amministrazione del sindaco Facciolini che ormai era senza maggioranza
MONTORIO. Montorio sarà commissariata. A quasi due anni dalle elezioni, cade infatti l’amministrazione guidata dal sindaco Ennio Facciolini. A decretarne la fine, i 7 consiglieri di opposizione, di fatto diventati maggioranza con il passaggio al Gruppo Misto della consigliera Nina Nori, che ieri mattina intorno alle 9 hanno presentato al segretario comunale le proprie dimissioni. Un atto che, come previsto dalle norme e dallo statuto comunale, fa decadere automaticamente dalla carica il primo cittadino e scioglie il consiglio comunale. A tre anni e mezzo di distanza da ciò che accadde all’allora sindaco Gianni Di Centa, dunque, la storia si ripete. Anche in quel caso, furono sette i consiglieri comunali che mandarono a casa l’amministrazione.
Le sorti di Facciolini erano ormai certe, tant’è che era stato lo stesso primo cittadino, lo scorso 4 maggio, in una breve lettera alla cittadinanza a preannunciare la volontà di dimettersi, non appena il paese fosse uscito dall’emergenza sanitaria. Ma le cose sono andate diversamente. Pare, infatti, che ci sia stata una forte pressione dall’alto da parte del centrodestra sui tre componenti del gruppo misto (oltre ad Alessia Nori, Mario Colangeli e Nina Nori) affinchè rientrassero in una maggioranza di centrodestra che per la prima volta, dal dopoguerra, era al governo di Montorio. Per evitare ulteriori pressioni, i tre consiglieri si sarebbero affrettati a firmare immediatamente un accordo con i due gruppi di minoranza (“Montorio che Vive” e “Montorio Avanti Insieme”), di cui lo stesso segretario provinciale del Partito democratico Piergiorgio Possenti sarebbe venuto a conoscenza solo a tarda notte. Insomma, una mossa tenuta segreta, che ha spiazzato tutti, compreso lo stesso direttivo locale del Pd guidato dal segretario Marcello Di Emidio. Partito che subito ha ringraziato i sette consiglieri comunali che «si sono assunti la responsabilità delle dimissioni», come si legge in una nota a firma del segretario regionale Michele Fina, «determinando la decadenza del sindaco e lo scioglimento del consiglio». Fina ha parlato di «un nuovo inizio» per Montorio e dell’impegno del Pd a scendere in campo «per contribuire a dargli un’amministrazione all’altezza, che passa dal coinvolgimento delle energie migliori per la costruzione di una valida proposta amministrativa».
Ha parlato invece di «diversi interessi politici e personali» Facciolini che, ben consapevole di non avere i numeri, ha dichiarato: «Forse la minoranza ha avuto paura che qualcuno potesse rientrare in maggioranza e così c’è stata questa accelerazione, non del tutto prevedibile». Il sindaco, che avrebbe convocato ieri mattina il consiglio comunale richiesto dai gruppi di opposizione per il 28 maggio alle ore 10, avrebbe voluto «traghettare il Comune fuori da questa emergenza per poi dimettermi, come già avevo annunciato nei giorni scorsi, non avendo più la maggioranza. E’ stato un atto irresponsabile e gravissimo, considerato il momento, e al di fuori di ogni logica». Duro anche il commento del capogruppo di maggioranza Massimo Rastelli, che parla di un’emergenza ora abbandonata all’ordinaria amministrazione del commissario in arrivo: «L’ultima sferrata di un gruppo misto, di sinistra, Pd e non sappiamo se altro, con l’unico scopo di tagliare le gambe a Montorio in piena emergenza. Avrebbero avuto tempo fino al 26 luglio per dimettersi e non sarebbe cambiato nulla: il commissario sarebbe arrivato lo stesso e a ottobre nuove elezioni». Il capogruppo di maggioranza conclude dicendo che è stato «stupefacente trovare all’esterno del portone principale, in trepidante attesa, i fautori della caduta della precedente amministrazione Roberto Di Luigi e Alfonso Di Silvestro».
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