Si ferma la pesca alle vongole: barche in porto un mese e mezzo

Il consorzio degli armatori fissa il periodo del fermo biologico per il ripopolamento dei molluschi Cala l’allarme sul granchio blu, Squeo: correnti e salinità del medio Adriatico frenano la riproduzione
GIULIANOVA. I pescatori del Cogevo decidono per il fermo biologico: per 45 giorni le vongolare giuliesi si asterranno dalla cattura dei molluschi bivalvi per consentire il rinfoltimento della fauna marina. Il consiglio di amministrazione del consorzio che riunisce i vongolari, ha deliberato il primo periodo di fermo tecnico obbligatorio, che va dal 1° aprile fino al 15 maggio. Affinché il periodo di stop della pesca venga rispettato da tutti, gli armatori hanno ottenuto l’emanazione di un’ordinanza dalla Capitaneria di porto di Pescara, che ufficializza il blocco e prevede pesanti sanzioni a carico dei trasgressori. In particolare, nel provvedimento firmato dal capitano di vascello Fabrizio Giovannone, si legge che «le unità abilitate all’esercizio della pesca con attrezzi, oltre alla draga idraulica, possono optare per la continuazione dell’attività anche nel periodo di interruzione, previo sbarco delle attrezzature per la pesca dei molluschi bivalvi». Si fermano quindi, per oltre un mese, le 84 imbarcazioni turbosoffianti del compartimento marittimo di Pescara, di cui 52 appartenenti alla flotta giuliese, che resteranno ormeggiate nel porto di Giulianova.
Buone notizie per quanto riguarda l’emergenza granchio blu, il pericoloso crostaceo che ha messo letteralmente in ginocchio la marineria del nord Adriatico, e che invece sembra essere rientrata nel medio Adriatico. Walter Squeo, rappresentante del Cogevo e presidente della cooperativa Mare blu, nei mesi scorsi, aveva consigliato di non abbassare la guardia, ma ha annunciato che la situazione, almeno per quanto attiene la costa giuliese, è in netto miglioramento dopo il periodo del letargo del e non desta, per ora, particolari preoccupazioni: «Abbiamo scelto i mesi di aprile e maggio per fermarci, perché lo reputiamo un periodo adatto non solo per il rinfoltimento delle vongole», sottolinea Squeo sul blocco della pessca, «ma anche per le maggior parte delle specie ittiche che depongono uova a terra, come le seppie. Per quanto riguarda invece il granchio blu» afferma il rappresentante del Cogevo, «al momento possiamo dormire sonni tranquilli: grazie ad alcune caratteristiche nostrane, come le correnti marine, la qualità delle nostre acque, la salinità del mare, e la frequente attività di pesca, i granchi blu non riescono più ad attecchire come lo scorso anno». Questa è la valutazione di Squeo, che appare in linea con quelle di altri comandanti delle imbarcazioni giuliesi. «Una delle strategie vincenti per ottemperare il fenomeno del granchio blu», conclude Squeo, «è stata quella di mantenere costantemente attiva la pesca, ma anche le caratteristiche dei fondali e il mare mosso ci hanno aiutati: questo ha evitato che il crostaceo riuscisse facilmente a deporre uova e che di conseguenza si riproducesse a dismisura».
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