Si finge separata per avere la pensione 80enne a processo

8 Maggio 2019

Il giudice l’assolve dalla truffa e manda gli atti alla Procura per cambiare l’accusa in indebita percezione di erogazioni

TERAMO. A 80 anni è finita a processo con l’accusa di aver truffato l’Inps perchè dal luglio 2012 al giugno 2016 avrebbe percepito la pensione sociale facendo risultare di essersi separata dal coniuge e di non possedere altri redditi. In realtà, sostiene l’accusa, la separazione non ci sarebbe mai stata.
Ieri mattina, al termine dell’istruttoria dibattimentale, il giudice Flavio Conciatori l’ha assolta dall’accusa di truffa relativamente ai fatti di luglio 2012, mentre per gli altri periodi ha rimandato gli atti alla Procura affinché si proceda per un reato diverso: ovvero non più truffa ma indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato.
Nel primo processo l’Inps si è costituito parte civile. Secondo l’accusa sostenuta dalla Procura nel processo chiuso ieri la donna avrebbe commesso la truffa, così si legge nel capo d’imputazione, «con artifici e raggiri consistititi nel presentare all’Inps domanda di pensione sociale, asserendo di essere separata dal coniuge». Secondo l’accusa la donna avrebbe dichiarato di essersi separata a fine marzo 2012, di non possedere altri redditi, di essere andata a vivere fuori regione nell’abitazione di una nipote. Per la Procura, invece, la donna non avrebbe mai interrotto la convivenza con il marito con cui ha abitato in una casa risultata presa in affitto dal 1997 nel Teramano. Complessivamente, sempre secondo l’accusa, la donna avrebbe percepito quasi 33mila euro di pensione.
Nel corso dell’istruttoria dibattimentale sono stati sentiti vari testi tra cui i vicini di casa della donna, l’amministratore di condominio che ha raccontato come nelle varie assemblee il marito fosse presente con la delega della moglie, il medico e altri conoscenti: tutti hanno sostenuto che i due coniugi vivevano insieme e che nessuno fosse al corrente di una separazione.
Ieri la discussione e la sentenza del giudice che ha praticamente diviso i fatti in due tronconi. Ha assolto la donna per i fatti riguardanti il luglio al 2016 e ha rinviato gli atti alla Procura per tutte le altre contestazioni affinchè si proceda con un’altra ipotesi di reato e cioè l’indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato, un reato di competenza del tribunale in composizione collegiale.(d.p.)
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