«Si rischia un’ondata di sfratti»

9 Febbraio 2021

L’allarme è dei sindacati, che chiedono agli enti misure per la casa

TERAMO. «Anche nel teramano si rischia una drammatica ondata di sfratti»: così, in una nota congiunta, Giovanna Varalli della Sunia Cgil, Antonio Di Berardo della Sicet Cisl e Antonio Caprini della Uniat Uil.
I tre rappresentanti sindacali segnalano una situazione critica: «L’emergenza epidemiologica ha messo in ginocchio tutti i settori. Gli inquilini, nelle locazioni commerciali, sono danneggiati dalle restrizioni, poiché non possono fruire dei locali affittati, ma devono comunque provvedere al canone. Parimenti, la condizione dei locatori che devono pagare le imposte, anche nel caso di morosità dell’inquilino e non possono ottenere l’esecuzione dello sfratto. (Il Milleproroghe conferma infatti, il blocco dell’esecuzione degli sfratti per morosità fino al 30 giugno 2021). Gli inquilini in difficoltà, che in un momento di emergenza sanitaria come questa, sarebbero costretti ad andare per strada, con il peso di dover affrontare anche una procedura in tribunale». Poi ancora: «Se non ci saranno interventi governativi strutturali in favore del diritto alla casa e alla locazione, si rischia una drammatica ondata di sfratti per morosità incolpevole. Sono sempre di più gli inquilini che a causa delle difficoltà occupazionali non riescono a pagare l’affitto. L’emorragia di sfratti potrebbe determinare ripercussioni pesanti sul tessuto sociale di una provincia già in grande difficoltà: è infatti facile prevedere che l’attuale sistema di copertura sociale, non riuscirà più a contenere l’urto». Quindi l’appello agli enti locali: «A tutti i comuni della provincia di Teramo chiediamo senso di responsabilità e aiuti concreti. Fondamentale prevedere sgravi Imu - Tari e Tasi per tutte le tipologie di contratto di affitto là dov’è i proprietari accettino di ridurre il canone e mantenere il contratto di locazione evitando così lo sfratto. Importante inoltre intensificare le ricerche di alloggi transitori, magari rivolgendosi a quei soggetti pubblici o partecipati che hanno a disposizione ingenti patrimoni immobiliari non utilizzati. Alla Regione Abruzzo chiediamo di mettere a disposizione aiuti strutturali, magari attingendo alle risorse provenienti da fondi nazionali, come ad esempio recovery plan. Non sia la burocrazia o l’incapacità di assumersi responsabilità da parte del sistema pubblico a eludere la spinta positiva del collettivo».