Si riuniscono i frondisti contrari a Di Sabatino

30 Gennaio 2016

TERAMO. Quasi tutti ammettono di averlo visto, in due l'hanno già firmato, ma nessuno per ora ne rivendica la paternità. Il “pizzino” con cui un gruppo di consiglieri di maggioranza è pronto a...

TERAMO. Quasi tutti ammettono di averlo visto, in due l'hanno già firmato, ma nessuno per ora ne rivendica la paternità. Il “pizzino” con cui un gruppo di consiglieri di maggioranza è pronto a chiedere al sindaco Maurizio Brucchi di sostituire il presidente del consiglio Milton Di Sabatino resta sospeso. È un passo troppo delicato, che potrebbe dare un'ulteriore spallata al rapporto fiduciario con lo stesso primo cittadino, per affidarlo a un'iniziativa incauta. Anche perché “fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio” e chi agisse d'istinto, tra la decina di scontenti pronti in teoria a sottoscrivere la richiesta, potrebbe ritrovarsi da solo e rimediare anche una brutta figura. Sarebbe meglio guardarsi in faccia, contarsi e soppesare direttamente le reali intenzioni di ciascuno. Così, i potenziali “frondisti” s'incontreranno per ragionare insieme e consolidare il fronte prima di assumere un'iniziativa che per ora è poco più che accennata. In ogni caso non sarebbe mai un attacco personale a Di Sabatino. Il dimissionamento del presidente, che già a dicembre ha schivato la mozione di sfiducia rivoltagli dall'opposizione e da Fdi-An, verrebbe richiesto come segnale politico: quello che un pezzo trasversale della maggioranza attendeva all'esito della verifica con il rimpasto di giunta, ma svanito nella coferma dei nove assessori in carica. Saranno decisivi i prossimi giorni. Per il momento Di Sabatino e Brucchi non accennano ad alcuna reazione visibile e dunque, se l'obiettivo è metterli alle strette, non basta il preavviso di un messaggio. La richiesta di sostituzione dovrà essere in qualche modo ufficializzata, pur evitando toni e forme enfatiche, o sarà più opportuno restare allineati e coperti lasciando il “pizzino” tra la posta non inviata. (g.d.m.)

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