Si toglie la vita un anno dopo la sorella

Simona Viceconte, 45 anni, madre di due figlie, nel febbraio 2019 aveva perso Maura, ex atleta azzurra, morta suicida
TERAMO. La Procura ha disposto l’autopsia per fugare ogni dubbio, ma appare un dramma individuale del dolore – un dolore inguaribile e immenso, tale da travolgere ogni legame con la vita – quello che si è consumato ieri in una palazzina di via Don Milani a Colleatterrato Basso. Simona Viceconte, 45 anni, originaria di Torino, moglie di un dipendente di Banca Tercas e madre di due figlie, poco dopo le 15 è stata trovata morta da una vicina nella tromba delle scale. Con un foulard stretto alla gola, in una posizione che ai carabinieri arrivati sul posto non ha lasciato adito a dubbi sul fatto che la donna si fosse tolta la vita. Il pm di turno Enrica Medori i residui dubbi vuole toglierseli con l’avallo scientifico di un’autopsia, che verrà eseguita domani dall’anatomopatologo Giuseppe Sciarra. Intanto, però, a rafforzare l’ipotesi del suicidio c’è un fatto che rende ancor più drammatica e dolorosa la vicenda: un anno fa, il 10 febbraio del 2019, la sorella di Simona, Maura Viceconte, si era tolta la vita a 51 anni nel cortile di casa a Chiusa San Michele, in provincia di Torino.
Maura Viceconte è stata una campionessa internazionale dell’atletica leggera. Per la precisione una maratoneta e mezzofondista, tuttora detentrice del record italiano sui 10mila metri. Il suo palmares è ricco di successi nelle maratone di tutto il mondo e comprende una medaglia di bronzo ai campionati europei di Budapest nel 1998. Ai Giochi Olimpici di Sydney nel 2000 chiuse dodicesima in 2 h 29’ 26”. Nel giugno del 2007 le fu diagnosticato un carcinoma maligno al seno, che sconfisse in tre anni. Eppure, nonostante la battaglia con il cancro sembrasse vinta e Maura avesse da poco presentato un film-documentario sulla sua carriera e la sua lotta contro il male, un anno fa aveva scelto di togliersi la vita.
È probabile che nell’anima della sorella Simona quella ferita tremenda non si sia mai rimarginata. Chi ha conosciuto Simona a Teramo la ricorda solare, sportiva (frequentava la palestra Interamnia) e piena di vitalità. Aveva due figlie, di 16 e sei anni. Ma neanche l’amore per loro è bastato a tenerla stretta alla vita.(d.v.)
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