«Siamo sconvolti dalla fine di Collins»

9 Ottobre 2016

Alba, parla la mamma di uno dei due pescatori travolti. L’avvocato dell’inglese: «Ucciso dai tempi della giustizia italiana»

ALBA ADRIATICA. «Abbiamo appreso la notizia e siamo rimasti sconvolti per le emozioni che ha suscitato in noi». Così, con poche e delicate parole, la signora Michelina, la mamma del marittimo Marco Iampieri ha raccontato di essere stata probabilmente tra le prime persone ad essere informata ad Alba Adriatica dell'improvvisa morte del 37enne inglese Stephen Collins. Come lei, la notizia ha colpito profondamente tutta la città e la vicina Tortoreto, dove risiedeva Graziano Battistelli, l'altro pescatore che nel dicembre dell’anno scorso venne travolto e ucciso insieme a Iampieri dall’auto guidata a tutta velocità da Collins trovato ubriaco.

Due comunità, insomma, che hanno dovuto fare di nuovo i conti con il riaprirsi di una ferita non ancora guarita, dopo soli dieci mesi da quella tragica notte. C'è ancora rabbia tra gli amici e tra i semplici conoscenti dei due stimati pescatori. Una rabbia, che ieri si è scontrata con nuove emozioni, ma che la morte dell'inglese non ha acquietato. Ad accompagnare la notizia tra le chiacchiere in tutti i bar, le edicole ed i luoghi pubblici delle due cittadine, infatti, sono stati commenti durissimi sulla sorte di Collins. Anche se l'imputato non c'è più, ad ogni modo, Alba Adriatica e Tortoreto continuano a chiedere che sia fatta piena luce sulla tragedia.

Intanto la procura di Pistoia solo domani affiderà l’incarico per l’autopsia su Collins, che venerdì mattina è stato trovato senza vita dal fratello nella casa in cui era agli arresti domiciliari . Negli ambienti investigativi della cittadina toscana prevale l’ipotesi di una morte avvenuta per cause naturali, forse un infarto, anche se a fare definitiva chiarezza sarà l’autopsia. Intanto Massimiliano Dei, avvocato di Collins, non esita a dire che il suo assistito «è stato ucciso dalla giustizia italiana, stressato per una detenzione domiciliare troppo lunga». Emerge che l'agente di commercio inglese era in cura con dei farmaci anti-depressivi e si era trasferito da giorni in Toscana per una serie di accertamenti medici. I genitori di Collins avevano nelle loro disponibilità un'abitazione a Ladispoli dovel’uomo è stato ai domiciliari fino a qualche mese fa. Collins, in Inghilterra, abitava a Rainham, cittadina di circa 7mila abitanti nella contea del Kent. Faceva l’agente di commercio per un’azienda ed era padre di due bambini di cui uno di appena tre mesi. I suoi genitori vivono anche loro nel Kent ad Ashford, a poca distanza da Rainham.

Con alcuni giornalisti inglesi, presenti nell'udienza che mercoledì scorso si è svolta a Teramo, l’uomo si era lamentato dei tempi lunghi del processo, sottolineando il forte stress a cui era sottoposto e il peso della lontananza dei figli, soprattutto quello nato da pochi mesi. Il processo era stato aggiornato al 4 novembre con l’audizioni di altri testi della pubblica accusa. Collins, che dopo il drammatico incidente stradale era finito in carcere, era accusato di omicidio colposo plurimo aggravato: per l’accusa si sarebbe messo ubriaco (così come confermato dal tasso alcolemico sei volte superiore a quello consentito) alla guida della vettura piombata a tutta velocità sulla macchina dei pescatori. Le due vittime stavano andando al lavoro quando l’Audi guidata da Collins (e presa a noleggio all’aeroporto di Bologna dove l’agente di commercio inglese era arrivato per degli impegni di lavoro in Italia e in particolare nella zona della Vibrata) centrò la loro Polo ferma ad un semaforo. I due marittimi morirono sul colpo e Collins venne arrestato qualche ora dopo. (l.t.-s.d.s.)

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