Sib, ricorsi per la Tari 2013 «La tassa ex Eca non era dovuta»

GIULIANOVA. La bolletta Tari del 2013 doveva essere più leggera ma a Giulianova i fatti dimostrano il contrario. Nella cartella dei rifiuti emessa dal Comune è infatti ancora presente l’addizionale...
GIULIANOVA. La bolletta Tari del 2013 doveva essere più leggera ma a Giulianova i fatti dimostrano il contrario. Nella cartella dei rifiuti emessa dal Comune è infatti ancora presente l’addizionale ex-Eca e così tutti i contribuenti hanno pagato il 10% in più rispetto al dovuto. L’inghippo è stato scoperto per caso da Domizio Scilli il segretario provinciale del sindacato balneari Sib che ieri ha illustrato i dettagli della vicenda in una conferenza stampa insieme al legale Davide Viola.
«Nel 2013 un nostro assistito ha chiesto al Comune la rateizzazione di una parte del dovuto. Non avendo ricevuto nessuna risposta, dopo due anni ha chiesto chiarimenti e all’improvviso gli è stata recapitata l’ingiunzione di pagamento dell’intera somma e per giunta con la mora. A quel punto il titolare dello stabilimento si è rivolto a noi per le pratiche», ha raccontato Scilli, «e analizzando tutti i documenti abbiamo fatto questa scoperta».
L’addizionale ex-Eca, introdotta con una legge del 1938 per l’integrazione dei bilanci di assistenza, era stata abrogata con decreto legge il 1 gennaio 2013 e quindi non poteva essere applicata nelle cartelle emesse dal Comune nel successivo mese di novembre. Eppure a Giulianova l’addizionale è stata richiesta e incassata, nonostante una circolare del ministero che in data 29 aprile 2013 aveva chiarito con puntualità tutte le novità introdotte dal decreto legge a proposito di Tari. «Il Comune di Giulianova non poteva più riscuotere l’addizionale ex-Eca», ha ribadito Scilli, «ci chiediamo come sia stato possibile il contrario. Ho indagato anche tra gli altri comuni vicini e ad esempio ad Alba questo non è successo. Perciò ho deciso di interessare della vicenda anche i capigruppo delle opposizioni in consiglio comunale affinché venga fatta chiarezza». Secondo i calcoli di Scilli, quel 10% di addizionale solo per le 50 concessioni balneari ha fatto incassare al Comune 19.433,80 euro in più. Facendo un calcolo più generale su circa 4 milioni che l’ente incassa per la Tarsu ogni anno, l’addizionale non dovuta ha portato nelle casse comunali circa 400mila euro in più.
Alla conferenza stampa hanno partecipato anche i consiglieri comunali Laura Ciafardoni di Ncd-Fi e Gianluca Antelli di Giulianova rinasce che si sono impegnati a trattare l’argomento nella prossima riunione della commissione bilancio: «Già lunedì prepareremo una interrogazione da presentare in consiglio comunale perché vogliamo sapere come sia stato possibile per il comune applicare un’addizionale abrogata dalla legge e come sono stati spesi quei soldi incassati indebitamente». La vicenda suscita tante domande e in attesa delle risposte i cittadini possono fare istanza di risarcimento per riavere indietro la somma non dovuta. Già da lunedì l’avvocato Viola e i consiglieri Ciafardoni e Antelli prepareranno un modello di domanda che sarà messo a disposizione di cittadini e imprese.
Mirella Lelli
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