Siccità, Coldiretti lancia l’allarme

20 Marzo 2020

I presidenti delle sezioni di Atri e Pineto: «A rischio anche le nuove semine»

PINETO. «Le culture si stanno seccando, sono a rischio le nuove semine e l’acqua per le irrigazioni scarseggia». E’ il preoccupante quadro delineato dalla Coldiretti di Pineto ed Atri che ha evidenziato come sia sempre più grave il problema siccità che di fatto sta mettendo in grande difficoltà le produzioni delle diverse fattorie agricole locali sparse per le colline delle Terre del Cerrano. Interpellato sul tema il presidente della Coldiretti di Roberto Colleluori afferma: «Siamo messi male, rappresento diverse aziende locali alcune delle quali stanno gettando la spugna considerando che la pioggia non si è vista da mesi . Le riserve idriche non ci sono piu’ considerando che molti laghi della zona si stanno prosciugando, i campi di grano e orzo si stanno seccando, non è mai accaduta una cosa del genere nel mese di marzo. Non siamo attrezzati per le irrigazioni artificiali per cui, molti appezzamenti non sono irrigabili. Ma se a breve non pioverà rischiamo di non raccogliere il foraggio per l’estate utile negli allevamenti di animali. Dal canto nostro con le lavorazioni dei terreni cerchiamo di limitare le dispersioni d’acqua, per le prossime semine però siamo fermi, perché rischiare ancora non conviene». Il presidente della Coldiretti Atri Alessandro Cellinese aggiunge: «Purtroppo non possiamo fare nulla, il problema più grande è per gli ortaggi dato che ci sono scorte idriche limitate che cominciano a scarseggiare anche per il consumo umano. Le culture che stanno risentendo di più del caldo sono i cereali piantati in inverno e tutte le piantagioni di granturco, ceci e fagioli. In questa situazione di emergenza globale è difficile anche andare a comprare i mangimi e scorte presso i rivenditori». Alberto Italiani della Coldiretti Atri Teramo conclude: «Ci aspetteranno tempi duri considerando che andiamo incontro ad un estate con tante incertezze, chiediamo comunque di mangiare prodotti locali specie quelli che arrivano dalla Val Fino e dalle Terre del Cerrano molti dei quali sono distribuiti dall’associazione “Campagna Amica”».
Domenico Forcella
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