Sicurezza allo stadio Parte la trattativa Comune-questura

L’ente assicura che farà gli interventi ritenuti necessari ma spendendo il meno possibile: «Non abbiamo risorse»
TERAMO. «Faremo tutto quello che serve per la sicurezza dello stadio». Il sindaco Maurizio Brucchi non si tira indietro davanti alle prescrizioni dettate dalla questura per garantire l'ordine pubblico durante le partite del prossimo campionato di serie B al "Gaetano Bonolis". L'amministrazione farà la propria parte ma cercherà anche di spendere il meno possibile. Brucchi parla di «ottimizzazione», termine che va tradotto in «massimo risparmio».
La cifra a carico del Comune emersa nel corso del sopralluogo delle istituzioni di pubblica sicurezza nell'impianto di Piano d'Accio è di circa 160mila euro per la copertura dei costi relativi alle opere necessarie. L'intervento più consistente riguarda la zona esterna allo stadio: in particolare, la recinzione del parcheggio destinato agli ospiti e della corsia di accesso a quest'area di sosta andrà coperta con lamiere. La barriera servirà a evitare il contatto visivo tra le opposte tifoserie. Si tratta di una prescrizione che la questura ha già fatto al Comune da qualche mese, quindi a prescindere dalla categoria in cui giocherà il Teramo, e nasce dagli incidenti verificatisi all’esterno dello stadio nelle partite autunnali con L’Aquila e Ascoli. Sempre all’esterno, ci sono altre prescrizioni a cui dare seguito. La questura, infatti, ha chiesto di creare un ulteriore cuscinetto di sicurezza tra l'ingresso dei distinti e il settore riservato agli ospiti. Questo significa che dovrà essere realizzata una nuova rampa più vicina agli attuali botteghini. «Le recinzioni sono necessarie e da parte nostra c'è la massima disponibilità», assicura il sindaco, «ma verificheremo le altre opere strettamente necessarie perché le risorse di cui disponiamo sono poche». Brucchi, dunque, avvierà una sorta di trattativa con la questura per fare in modo che il "Bonolis" sia dotato di tutte le misure di sicurezza fondamentali limitando al massimo la spesa a carico dell'ente.
Da definire c'è anche la collocazione della sede del Gos (gruppo operativo sicurezza) all'interno dello stadio. La sistemazione attuale, in un gabbiotto inizialmente destinato alla stampa, non è ritenuta adeguata – alla luce del decreto Pisanu – dai rappresentanti delle forze dell'ordine, per cui dev’essere trasferita. La questura vorrebbe un locale con vista campo, il Comune chiede di accontentarsi di una stanza già esistente sotto la tribuna. Altra misura necessaria è la sostituzione delle telecamere di videosorveglianza, ma questo non coinvolge il Comune. Se la vedranno il gestore dello stadio e il Teramo calcio.
«Il nostro obiettivo è portare la capienza dello stadio da 7.500 a 10mila posti il prima possibile», chiarisce Brucchi, «abbiamo già chiesto al Teramo calcio di stilare una nota con tutto quello che serve per affrontare al meglio il prossimo campionato». La procedura per ampliare gli spazi per il pubblico non richiede grandi opere ma non è comunque breve. Probabilmente non sarà conclusa prima dell'inizio del campionato, ma il sindaco non vede difficoltà. «Se tra le prime partite ce ne sarà qualcuna di cartello», conclude, «firmerò l'ordinanza che aumenterà la capienza in quelle singole occasioni».(d.v.-g.d.m.)
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