Sicurezza dei viadotti A24, tutti assolti

Erano imputati in otto tra cui l’imprenditore Carlo Toto e l’ex ad Cesare Ramadori: per il giudice il fatto non sussiste
TERAMO. Tre mesi dopo il pronunciamento del tribunale dell’Aquila, la storia giudiziaria si ripete con un’altra sentenza di assoluzione emessa con la formula più ampia del fatto non sussiste.
Dopo decine di udienze e una dura battaglia tra Procura e difese combattuta a colpi di produzione di atti, l’epilogo del processo di primo grado sulla sicurezza di sette viadotti del versante teramano dell’A24 si consuma nei pochi minuti che al giudice Lorenzo Prudenzano servono per leggere il dispositivo del procedimento con rito abbreviato e quindi rigorosamente a porte chiuse. Le motivazioni diranno il perché della sentenza che assolve gli otto imputati, tra cui l’imprenditore Carlo Toto, l’ex amministratore delegato di Strada dei Parchi Cesare Ramadori e altre figure apicali della società, dalle accuse di inadempimento di contratti di pubbliche forniture e attentato alla sicurezza dei trasporti per fatti avvenuti prima del passaggio della gestione all’Anas. Va ricordato che l’anno scorso c’è stata la revoca della concessione a Strada dei Parchi e che su questo è in corso uno scontro a colpi di ricorsi amministrativi.
LE richieste fatte
dalla procura
I pm Laura Colica e Silvia Scamurra, titolari del fascicolo, avevano chiesto una condanna a tre anni per Carlo Toto imprenditore patron della Toto Holding che controlla Strada dei Parchi; tre anni per l’ex amministratore delegato di Sdp Cesare Ramadori; tre anni per l’ex direttore generale di esercizio Igino Lai; tre anni per l’ex direttore operativo Marco Carlo Rocchi; tre anni per l’ex direttore tecnico Gabriele Nati; tre anni per l’ex responsabile della direzione tecnica Mario Bellesia; due anni ciascuno per gli ex amministratori delegati Sandro Capparucci e Roberto Zianna.
le accuse Al centro
dell'inchiesta
Al centro dell’inchiesta aperta dalla Procura teramana dopo i fatti del ponte Morandi (nello stesso periodo furono avviate inchieste dalle Procure aquilana e pescarese sui territori di competenza) c’erano le condizioni di sicurezza e di manutenzione dei viadotti Casale San Nicola nel territorio comunale di Isola del Gran Sasso, di quelli di Cretara, San Nicola 1 e 2, Le Grotte, Cerchiara, nei territori di Isola e Colledara. Una situazione che, sempre secondo l'accusa, sarebbe stata causata dalla totale inadempienza, a partire dal 2009, da parte della concessionaria autostradale degli obblighi di manutenzione ordinaria sulle opere. Accuse sempre respinte dai vertici di Strada dei Parchi. Una inchiesta, quella della Procura teramana, che nel corso delle indagini preliminari ha visto anche il sequestro di svariate somme chiesto ed ottenuto in un primo momento dalla stessa Procura. Somme successivamente dissequestrate dal tribunale del Riesame con la conferma del provvedimento del dissequestro da parte della Cassazione. Tra gli otto imputati presenti nel processo teramano solo l’ex amministratore delegato Ramadori ha chiesto di essere sentito e in una precedente udienza, alle domande di pubblici ministeri e giudice, ha risposto dicendo che non ci sono mai state condizioni di pericolo per la sicurezza dei viadotti.
motivazioni tra 90 giorni
e ricorso in appello
Le motivazioni della sentenza saranno depositate tra 90 giorni ed è ipotizzabile che la Procura, una volta rese note, faccia ricorso in Appello contro le assoluzioni.
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