«Sicurezza delle scuole, la giunta tace»

8 Aprile 2017

I consiglieri di opposizione Berardini e Cardelli chiedono chiarezza sulla tenuta sismica degli edifici

TERAMO. Resta alta l'attenzione sulla sicurezza delle scuole. A richiamare le responsabilità del Comune sugli interventi necessari negli edifici scolastici e non ancora realizzati sono i consiglieri di opposizione Fabio Berardini (Movimento 5 Stelle) e Paola Cardelli. Affiancati da Mauro Filante, rappresentante di "Cittadinanza attiva", associazione nella quale è confluito il comitato dei genitori del liceo Delfico, i due esponenti della minoranza consiliare tornano alla carica su aspetti che l'amministrazione non ha ancora chiarito. «Nessuna risposta è stata data alla nostra interrogazione», afferma Cardelli, «in cui abbiamo chiesto dati, documenti e garanzie sulla resistenza sismica delle scuole». L'amministrazione cittadina, insomma, continua a ignorare le sollecitazioni dei due consiglieri che mirano a fare chiarezza sull'effettiva situazione degli edifici scolastici. L'unico segnale in questo senso è arrivato dalla prefettura che ha raccolto l'allarme lanciato da Berardini e Cardelli convocandoli per un incontro in cui sono stati analizzati gli interventi in corso e quelli che ancora mancano all'appello. I due rappresentanti della minoranza consiliare si riferiscono in particolare alle verifiche di vulnerabilità sismica avviate dal Comune sulle strutture scolastiche ancora prive di questo indice. «All'albo pretorio non c'è traccia della determina con cui sono stati incaricati i professionisti chiamati a fare i controlli», denuncia Cardelli, «e questo non ci permette di capire quali criteri sono stati adottati per la loro scelta né i compiti attribuiti ai professionisti designati». L'operazione, stando alle indicazioni fornite dall'ente, sarà conclusa subito dopo Pasqua e a risultati acquisiti i due consiglieri torneranno in prefettura per valutare i passi successivi. «Lo stato è l'anzianità delle strutture fanno supporre che il loro grado di resistenza risulterà basso, non superiore a 0.4», spiega la rappresentante dell'opposizione, «ma aspettiamo la certificazione per vedere cosa sarà necessario». Non emergono sviluppi confortanti neppure per il pagamento dei contributi di autonoma sistemazione. A detta della consigliera, infatti, dalla Regione a fine marzo sono arrivati poco meno di 500mila euro a fronte degli 1,2 milioni richiesti dal Comune. «Questo perché non sono stati inviati in tempo i rendiconti sulle somme impegnate in precedenza», conclude Cardelli, «e il ritardo è imputabile all'amministrazione che non fa gli adempimenti necessari». (g.d.m.)

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