Silvi, a fuoco il Villaggio del Fanciullo

25 Aprile 2016

Incendio innescato dai senzatetto che usano il vecchio edificio come ricovero per la notte. Il sindaco: «Lo abbatteremo»

SILVI. Va a fuoco il Villaggio del Fanciullo a Silvi, vecchio edificio abbandonato di proprietà del Comune. L’incendio si sviluppato intorno alle 23 di sabato all’interno di un locale per poi propagarsi fino al recinto esterno. Da una prima ricostruzione sembra che le fiamme siano state provocate dall’esplosione di un fornelletto usato da alcuni senzatetto per riscaldarsi. Sul posto sono giunte le squadre dei vigili delfuoco di Roseto e di Teramo, muniti anche di un’autocisterna di acqua, che hanno impiegato circa quattro ore per domare completamente le fiamme, alimentate da vecchi materassi, mobili e sterpaglie secche sparse ovunque. Quando sono arrivati sul posto i vigili non hanno trovato nessuno per cui non risultano persone ferite.

Giunti sul posto anche i carabinieri, il presidente del consiglio comunale Silvio Massimi e il vicesindaco Vito Partipilo che ha supportato i vigili del fuoco nel trovare le paline antincendio nelle vicinanze. Secondo le prima ricostruzione dei fatti, alcuni senzatetto che spesso usano l’edificio fatiscente come ricovero per la notte avrebbero acceso un fuoco per riscaldarsi o per cucinare innescando così l’incendio rischiando nel rimanerne coinvolti. Sull'episodio stanno indagando i carabinieri della compagnia di Giulianova e della stazione di Silvi.

Scosso per l’accaduto il sindaco Francesco Comignani: «Aspettiamo il resoconto stilato dai vigili del fuoco. Abbiamo ereditato dalla precedente amministrazione un complesso storico di Silvi ridotto in un degrado assoluto, è la volta buona che questo mostro di cemento venga abbattuto. Normalmente facciamo controlli quasi giornalieri per evitare che bivacchino delle persone all’interno dell’ex colonia. Sono individui di varia nazionalità senza fissa dimora , e purtroppo di notte questi vengono dalla spiaggia e sono difficili da controllare». Quello che è accaduto la scorsa notte all’interno dell’ex colonia, che si estende su un’area di circa 17mila mq, è il risultato di un degrado accumulatosi nel tempo, fatto di appalti, sequestri e dissequestri e risarcimenti tra Comune e ditte esecutrici dei lavori. La fatiscenza e dell’edificio ha favorito sempre più bivacchi e sporcizia. Già nel 2015, in quello che è ormai soprannominato lo scheletro di cemento, erano stati messi in atto dei blitz anti-clandestini da parte di forze dell’ordine, polizia municipale del Cerrano e addetti Asl. Un solo controllo portò all'identificazione di cinque extracomunitari, tra cui un clandestino rimpatriato con decreto di espulsione emesso dalla prefettura di Pescara. Altri immigrati erano stati trovati in precarie condizioni igieniche. Il problema dell’intrusione di senzatetto evidentemente non si è arrestato mai e l’incendio di sabato notte lo ha confermato.

Domenico Forcella

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