Silvi, abbattuto il pilone inutile

Realizzato nel 2009, interrompeva il percorso della pista ciclabile a fosso Concio
SILVI. Dopo otto anni dalla realizzazione, ieri mattina le ruspe hanno abbattuto uno dei due piloni posti sul ponte del fosso Concio che interrompeva il percorso della pista ciclabile dal lido La Conchiglia fino a via Taranto.
I lavori hanno richiamato una piccola folla di curiosi e scatenato la polemica sui social network, soprattutto per lo sperpero di denaro pubblico causato da questa vicenda che si trascina dal 2009. L’opera faceva parte della sistemazione di una vasta area, acquisita dal demanio marittimo, che fino agli anni ’60 ospitava il campo sportivo e da qualche anno era utilizzata come parcheggio ad uso dei turisti pendolari del fine settimana e dei camperisti. Quando la prima giunta Vallescura approvò e finanziò il progetto di sistemazione della zona, vi comprese anche il ponte sul fosso Concio.
Quell’opera negli anni ha creato solo polemiche per il fatto che quella grande area sul mare fu successivamente destinata a pineta con la perdita definitiva di centinaia di posti auto che ha creato notevoli disagi agli abitanti della zona e, soprattutto, agli stabilimenti balneari che si videro privati dell’ampio parcheggio e, quindi, dei turisti giornalieri che, in anni di crisi come quelli che si sono succeduti e continuano a verificarsi, costituivano una vera risorsa per le asfittiche casse delle attività. Non solo. Lo spreco di denaro pubblico risultava evidente anche per il fatto che quel ponte risultava monco, in quanto era stato realizzato senza lo sbocco naturale sul parcheggio di piazza Nenni, per non inimicarsi quelli che dall’altra parte del ponte hanno interessi strettamente personali da tutelare. Recentemente è stata definita “un’opera costosa e inutile”, e “ponte della vergogna” perché alla prova statica effettuata su iniziativa dell’ingegnere Mancinelli, progettista e direttore dei lavori della pista ciclabile, è risultato che i due enormi piloni non servivano proprio a niente! C’è voluto un commissario prefettizio», dicevano i curiosi presenti all’abbattimento del palo, «per fare giustizia su una vicenda che ha del grottesco». Ora si attende la seconda parte dell’intervento con il collegamento del ponte a piazza Nenni e, magari, anche con la rivisitazione della destinazione dell’ampia area a nord di Silvi preservando la pineta, ma consentendone contemporaneamente l’uso a parcheggio, magari a pagamento.
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