Silvi, applausi e lacrime per l’ultimo saluto a Danilo

In tanti ai funerali del giovane stroncato a 23 anni da una leucemia fulminante Sul feretro il suo inseparabile basso elettrico. Voleva diventare insegnante
SILVI. Un lungo applauso accoglie la bara di Danilo Pomante. Il piazzale della chiesa dell’Assunta, dove ieri si sono celebrati i funerali del giovane musicista di Silvi, era gremito di amici e familiari per l’ultimo saluto al giovane di 23 anni stroncato da una rara leucemia fulminante martedì scorso. I genitori all’arrivo del feretro partito dall’obitorio di Teramo, e passato davanti all’abitazione della famiglia casa in via Genova, si sono stretti l’un con l’altro davanti alla salma del figlio. Sulla bara di Danilo è stato appoggiato il suo inseparabile basso elettrico che lui tanto amava suonare con la sua band. Molti gli amici giunti anche dall’università di Chieti che Danilo frequentava per diventare insegnante.
La messa è stata celebrata dal parroco don Massimiliano Di Carlo che durante l’omelia ha avuto parole di conforto per tutti i presenti. «Danilo è stato già abbracciato da Dio nella sua tenerezza e misericordia», ha detto il sacerdote, «e abbraccia tutti quanti sono riuniti oggi a salutarlo per l’ultima volta, il dolore è duro da sconfiggere ma bisogna avere forza e coraggio per andare avanti».
All’ingresso della chiesa tante corone a forma di cuore e fiori bianchi. Un grappolo di palloncini gialli è stato fatto volare con una foto di Danilo che suonava durante una delle sue ultime esibizioni in pubblico. Su un banchetto c’era un libro dove ognuno ha potuto salutare la famiglia con una frase di cordoglio e un ricordo. Un suo compagno lo ricorda cosi: «Siamo qui a piangere il nostro amico, lui voleva fare il professore da grande e in quest’ultimo periodo viveva con serenità, studiava ed ogni tanto usciva con noi. Ci mancherà». Presenti alla messa anche il sindaco Francesco Comignani e il vice sindaco Vito Partipilo, che con la loro presenza hanno voluto significare la vicinanza di tutta la città. La celebrazione è terminata con uno scroscio di applausi come se volessero accompagnare il feretro fino al cimitero di Silvi Paese dove è stato sepolto. La malattia che ha stroncato la vita di Pomante è una forma molto rara. Arrivato all’ospedale di Atri era quasi privo di globuli bianchi. Inutile la corsa verso l’ospedale di Teramo dove è morto dopo poche ore.
Domenico Forcella
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