Silvi, circolo nautico protetto dalle onde con enormi massi

L’operazione eseguita nell’ambito dei lavori anti-erosione Un balneatore: «I pennelli funzionano, si torna a sperare»
SILVI. Il tratto di spiaggia che si trova davanti al circolo nautico di Silvi blindato contro l’erosione. La costruzione che ospita il circolo rischiava di crollare a seguito delle continue invasioni del mare che negli ultimi mesi ha portato sull’arenile quintali di detriti. Ieri, grazie alle favorevoli condizioni atmosferiche e dopo varie sollecitazioni del Comune, la ditta appaltatrice, la “Dragaggi” di Venezia, ha provveduto con l’ausilio delle ruspe ad allungare un pennello davanti al manufatto posizionando enormi massi sul litorale.
Vanno avanti, nel frattempo, anche le opere a difesa della costa sud, iniziati già da settimane sotto il controllo dei funzionari regionali del settore opere marittime. Si sta procedendo velocemente a creare dei pennelli grazie alla regolare fornitura giornaliera dei massi pari a un quantitativo di circa 1000 tonnellate al giorno. A distanza di un mese dall’inizio dei lavori già si vedono i primi risultati che hanno riacceso le speranze di molti balneatori che si preparano ad affrontare la stagione estive. Una nota di ottimismo arriva dal titolare dello stabilimento “Forza Sette” Enrico Di Francesco che afferma: «La nostra zona è stata una delle più martoriate e ora dopo anni di sacrifici oggi speriamo positivamente e sembra che i pennelli stiano portando i primi risultati. I turisti quest’anno troveranno a Silvi diverse novità come la pista ciclabile e le opere di difesa del mare e penso che di questa situazione se ne avvantaggeranno anche i proprietari delle abitazioni. Negli ultimi anni la nostra spiaggia si è andata sempre più riducendo, ora gradualmente potremo riprenderci i nostri spazi. Si spera che con pennelli e scogli l’erosione possa essere bloccata».
Di Francesco conclude con un ricordo: «Mio padre trent’anni fa sistemava 220 ombrelloni che man mano si sono ridotti fino ad arrivare alla scorsa estate che con il Covid abbiamo avuto 70 postazioni. Il Comune ha saputo spingere bene verso la Regione Abruzzo che dopo tanti anni ha preso a cuore finalmente la questione silvarola».
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