Silvi, divieto di balneazione fra grandi alberghi e Piomba

25 Agosto 2019

Eccesso di batteri nei campioni prelevati in due canali delle acque piovane Scordella: «Il provvedimento è stato adottato solo a scopo precauzionale» 

SILVI. Il Comune di Silvi ha disposto il divieto di balneazione nel tratto di mare compreso tra la zona dei grandi alberghi e la foce del torrente Piomba. A firmare l’ordinanza, venerdì, è stato il sindaco Andrea Scordella in seguito ai risultati di alcune analisi eseguite dall’Arta in due canali di acque piovane che hanno evidenziato un’alta presenza di batteri fecali. In uno stralcio del provvedimento sindacale si legge: «L’Arta ha prelevato in data 22 agosto acqua di scarico in due cavate e campioni di acqua di balneazione. L’esame microbiologico dei campioni di acqua di scarico ha evidenziato la presenza significativa dell’indice di contaminazione fecale Escherichia Coli».
Le due cavate dove sono stati prelevati i campioni le cui analisi hanno evidenziato la presenza di batteri fecali sono quella sita sulla spiaggia in corrispondenza di via Volturno e quella sita sulla battigia a circa 250 metri a sud di via della Marina e altri accertamenti sono stati condotti su campioni di acque di balneazione nella zona antistante via Colombo74, nella zona antistante Masseria Citeriori e a 50 metri dalla foce torrente Piomba. Gli accertamenti sono scattati dopo che alcuni residenti in via Della Marina, a inizio settimana, hanno cominciato a sentire un forte odore di fognature. Dopo la segnalazione agli uffici tecnici del Comune sono così stati effettuati degli accertamenti che hanno escluso che il problema derivasse del malfunzionamento delle pompe di sollevamento dell’Aca che spingono le acque nere fino al depuratore consortile di Montesilvano.
«Gli ultimi esiti delle analisi effettuate dall’azienda abruzzese per la tutela ambientale», ha comunicato ieri il sindaco, «hanno attestato che nel tratto di mare che si temeva fosse interessato dallo sversamento di liquami non vi sono le condizioni per dichiarare la non balneabilità. Per eccesso di prudenza non ritengo per il momento di revocare la mia ordinanza in attesa che anche i funzionari della Asl forniscano le loro indicazioni in merito. Ho incaricato i tecnici comunali ad andare avanti con l’accertamento delle cause e l’individuazione dei responsabili dello sversamento dei liquami nel fosso e ho anche ordinato la chiusura della cavata per impedire ogni possibilità di contaminazione del mare». Sul caso è intervenuto con una nota il M5S. «Appare ormai evidente», ha dichiarato, «che pretendere seri monitoraggi della rete fognaria e la chiusura degli scarichi abusivi debba diventare la priorità per questa amministrazione. Salute pubblica in pericolo, inquinamento batterico incontrollato e danni economici agli operatori turistici: tutto questo può essere preventivamente ed opportunamente evitato».
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