Silvi

Silvi, il sindaco proroga gli sgomberi: «La frana è attiva, area a rischio». Restano fuori 13 famiglie

3 Giugno 2026

E’ ancora emergenza per oltre trenta persone. Il provvedimento per ora non ha scadenza, resterà in vigore fino alla fine di monitoraggi e studi. A settembre le scuole nei prefabbricati

SILVI. È stato prorogato lo sgombero delle abitazioni ancora a rischio nella zona “rossa” colpita dalla frana a Silvi Paese. È quanto stabilito dal sindaco Andrea Scordella con una nuova ordinanza, che va a confermare il divieto di accesso agli immobili di via Santa Lucia 31 e via San Rocco 73, dove permane una situazione di pericolo legata al movimento franoso tuttora in essere, che dal 28 marzo scorso interessa il versante a ridosso della parte alta della città. La precedente ordinanza scadeva il 31 maggio: la proroga arriva quindi dopo oltre due mesi dall’emergenza frana e resterà in vigore fino al completamento delle attività di monitoraggio e degli accertamenti tecnici necessari a verificare la stabilità della collina scoscesa oltre alla sicurezza degli edifici. Quindi, per ora, non c’è una fine.

Nel provvedimento del sindaco, viene evidenziato come il fenomeno franoso risulti, a distanza di mesi, ancora attivo e in evoluzione. Sono infatti in corso monitoraggi strumentali con sistemi Gps, rilievi specialistici e verifiche coordinate dalla Protezione civile regionale insieme al supporto dei super tecnici della Sogesit, la società in house del ministero. Per questo, allo stato attuale, non sussistono ancora le condizioni per consentire il rientro in sicurezza dei residenti nelle abitazioni interessate. L’ordinanza sindacale conferma anche le misure di assistenza per le 13 famiglie coinvolte per un totale di 32 persone: con decorrenza dal primo giugno il sostegno è garantito esclusivamente attraverso il Contributo di autonoma sistemazione (Cas), previsto dalla normativa emergenziale nazionale.

Il contributo continuerà a essere riconosciuto ai residenti delle abitazioni ancora sgomberate e ai nuclei familiari dei fabbricati crollati in via Santa Lucia 13, 17 e 25, che hanno provveduto da soli alla sistemazione. Il quadro è delicato anche a causa del sequestro giudiziario disposto dalla procura di Teramo sull’area interessata dal dissesto: lo stesso immobile di via Santa Lucia 31 ricade proprio all’interno della zona sottoposta ai sigilli. Il provvedimento è stato adottato nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Stefano Giovagnoni, aperta per le ipotesi di crollo colposo o altro disastro e, al momento, è senza indagati. Per accertare le cause, il magistrato ha nominato un collegio fdi consulenti composto dagli ingegneri Gianfranco Totani e Danilo Ranalli e dal geometra Gabriele Di Natale. I tre consulenti avranno due mesi di tempo per depositare una relazione tecnica che dovrà chiarire se il dissesto sia stato provocato esclusivamente da fattori naturali oppure se vi siano responsabilità riconducibili a interventi umani, incuria o imperizia. Gli esperti effettueranno verifiche geologiche e strutturali nell’area dove il movimento del terreno ha provocato il crollo di quattro abitazioni.

Riguardo l’aspetto della viabilità, il sindaco Scordella continua a indicare come priorità la riapertura della strada di Vallescura, ancora interrotta sul versante nord di Silvi Paese e che funge da collegamento con la Marina.

A confermare l’urgenza degli interventi è stato nei giorni scorsi anche il capo della Protezione civile regionale Maurizio Scelli che più volte è stato a Silvi: «Silvi è una realtà di grande emergenza e bisogna intervenire subito, soprattutto in vista della stagione estiva». Allo stesso stampo, continua il lavoro per garantire il ritorno a scuola degli studenti nei moduli prefabbricati previsti entro settembre, che verranno collegati nell’area comunale vicino alla caserma dei carabinieri.

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