Silvi, l’omaggio della marineria all’uomo travolto dalla barca

Al funerale tanti ex colleghi pescatori arrivati anche da Pescara. Il dolore dei familiari: «Ci mancherà» Il ricordo di un vicino: «Amava moltissimo il mare e d’estate ogni sera faceva lunghe nuotate»
ROSETO. La marineria di Silvi riunita per l’ultimo saluto a Mario D’Eustacchio, il 63enne marittimo in pensione che sabato scorso è stato travolto ed ucciso dall’elica di una piccola barca da pesca mentre nuotava al largo. Ieri mattina nella chiesa dell’Assunta in tanti hanno voluto rendergli omaggio. Alla cerimonia funebre, officiata dal parroco don Iosue, oltre che parenti ed amici di Mario c’erano moltissimi pescatori di Silvi e di Pescara che si sono stretti al dolore del fratello Enzo, armatore del posto e titolare di una vongolara.
Il sacerdote prima dell’omelia ha detto: «Accogliamo il nostro fratello, la morte è sempre dolorosa specie se legata ad una tragedia». Alla fine della funzione religiosa, scandita dal coro Lerario, a dare l’ultimo saluto alla salma è stato un villeggiante che sull’altare ha ricordato l’uomo schivo nei modi ma nello stesso tempo molto cordiale. In chiesa c’erano anche molti esponenti dell’associazione “Fratello Mare” e il sindaco Andrea Scordella. Un vicino di casa che conosceva bene la vittima ha detto: «Amava così tanto il mare che al volgere della sera come se avesse un appuntamento doveva andare a farsi una nuotata al largo. Non era sposato e viveva da solo, ma tutto il vicinato gli voleva molto bene».
Franco Pacchione, un parente, tra le lacrime ha detto: «È stata una tragedia, l’avevo visto il giorno prima e ci siamo salutati. Ci mancherà davvero tanto». Secondo una prima ricostruzione l’incidente è avvenuto sul cosiddetto corridoio di lancio, ovvero il tratto di mare usato dalle imbarcazioni per poi raggiungere il largo. Il pescatore al comando della barca che ha travolto la vittima stava andando a calare nasse e reti.
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