Silvi, la pista ciclabile diventa una gimkana Protesta dei residenti

6 Agosto 2017

Il tracciato in via Taranto compie un’improvvisa deviazione Il punto più critico all’ingresso di uno stabilimento balneare 

SILVI. E’ polemica sulla deviazione del tracciato della pista ciclabile a Silvi nord, via Taranto. Come si vede nella foto, la lingua di asfalto che indica la pista, davanti allo stabilimento balneare Twenty, all’improvviso devia verso sinistra sulla carreggiata del lungomare, lasciando proseguire solo una striscia per i pedoni.
Attesa da anni e tuttora realizzata solo a mozziconi nei tratti dell’estremo sud e nord della città, la pista ciclabile ha creato non pochi problemi sia all’amministrazione comunale che allo stesso progettista e direttore dei lavori, l’ingegenre Gianni Mancinelli che, nonostante la sua tenacia e la sua costante presenza non è riuscito a trovare la quadra tra le esigenze dei cittadini, che rivendicano una pista ciclabile che abbia tutti i requisiti per essere definita tale, le opposizioni di alcuni portatori di interesse, come nel caso dello stabilimento balneare, e il Comune che nel passato ha tentato, invano, di salvare capre e cavoli.
Infatti, i percorsi realizzati finora sono caratterizzati da curve, talora anche strette, e di sforamenti improvvisi a destra o a sinistra che ne fanno più un percorso per gimkana che una rilassante pista ciclabile. Nel caso piuttosto cursioso della deviazione sulla passeggiata di via Taranto è bastato che i titolari della concessione demaniale si opponessero per interrompere il naturale andamento della pista ciclabile, nonostante che tutti gli altri concessionari, parimenti interessati dal tracciato della pista ciclabile, non abbiano sollevato alcun problema per quanto li riguardava.
Alcuni cittadini hanno protestato per questa vicenda, che è senz’altro molto particolare, soprattutto se si pensa che chi ha chiesto e ottenuto la deviazione non è proprietario del terreno interessato, ma un semplice concessionario che sa bene che sulla sua concessione, controfirmata dalle parti, c’è scritto chiaramente che in qualsiasi momento la concessione o parte di essa può essere modificata laddove dovessero emergere esigenze di interesse pubblico. (red.te.)
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