Silvi, mamma coraggio registra la tentata estorsione al figlio

Un uomo e una donna sono alla sbarra per aver chiesto i soldi di un debito di droga Secondo l’accusa avrebbero detto alla madre: «Paga o al ragazzo potrebbe succedere qualcosa»
SILVI. E’ il coraggio di una mamma ad entrare in un’aula di tribunale. Alla corte racconta di quando si è presentata all’appuntamento con i due accusati di aver cercato di estorcerle la somma di 2500 euro per un presunto debito di droga contratto dal figlio e di quando ha registrato le loro parole.
Una registrazione fatta con il telefonino che il tribunale ammette con riserva non trattandosi, così come prevede il codice, di materiale proveniente da indagini di polizia giudiziaria. Si è aperto ieri mattina con l’audizione della donna il processo in cui sono imputati Giuseppina Modolo, 45enne di Silvi, e Michelangelo Di Blasio, 41 anni anche lui di Silvi. I due sono accusati di concorso in tentata estorsione.
Secondo l’accusa (il pm titolare del fascicolo è Irene Scordamaglia) si sarebbero presentati alla donna e al figlio quali intermediari in un rapporto di credito (una somma di circa 2500 euro) vantato da una persona (definita dai due molto pericoloso) nei confronti del figlio per una partita di cocaina che non sarebbe stata pagata. «Prefigurando alla donna e al figlio», si legge nel capo d’imputazione, «i mali nei quali sarebbe incorso il giovane, in particolare con riferimento agli attentati alla sua incolumità, ove egli e la madre non avessero versato ad essi imputati la somma di euro 2.500 in adempimento dell’obbligazione illecita contratta dalla parte offesa con l’ignoto fornitore di stupefacente, ponevano in essere atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere la donna e il figlio a corrispondere loro la somma di denaro predetta, costituente un ingiusto profitto, senza tuttavia riuscire nell’intento per cause indipendenti dalla loro volontà». La donna ha raccontato di quando, dopo una drammatica telefonata del figlio in cui il giovane le raccontava di essere stato minacciato d alcune persone che gli avrebbero chiesto il pagamento per conto di una terza persona, si è presentata dai carabinieri per denunciare. Sono scattate le indagini e successivamente la donna ha deciso di incontrare i due e in quell’occasione ha registrato le loro parole«L’ho fatto di mia iniziativa«, ha detto alla corte.
La registrazione è stata poi consegnata agli investigatori. La donna, che si è costituita parte civile, è assistita dall’avvocato Tommaso Navarra, mentre i due sono difesi dagli avvocati Guglielmo Marconi e Paolo Marino. Il 9 giugno prossima udienza davanti al collegio (presidente Roberto Veneziano, a latere Sergio Umbriano e Belinda Pignotti) per l’audizione di altri testi della pubblica accusa. (d.p.)
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