Silvi, pestaggio sul lungomare: in due sotto inchiesta

21 Aprile 2015

Avrebbero picchiato brutalmente un ventunenne di Pineto, apparentemente senza alcun motivo. La vittima li ha riconosciuti in un confronto al commissariato. La madre: "Chiedo giustizia"

SILVI. Indagini per un pestaggio avvenuto sul lungomare di Silvi nelle notte di Pasqua. La vittima, un ventunenne residente a Pineto, lo scorso mercoledìsi è recato presso il commissariato di polizia di Atri per il riconoscimento dei suoi due aggressori. Nella denuncia il ragazzo riferisce che, mentre si trovava in compagnia di due amici, due individui, apparentemente sui 20 anni, li hanno affrontati senza alcun motivo. Sono volate parole grosse e poiil ventunene di Piento, che stava cercando di fare da paciere, è stato picchiato brutalmente. Il giovane subito dopo il pestaggio è stato portato al pronto soccorso dell’ospedale di Atri dove gli hanno diagnosticato un trauma cranico facciale con escoriazioni, con 10 giorni di prognosi; poi, in seguito a visite specialistiche all’ospedale di Teramo la prognosi definitiva è stata elevata a 30 giorni.

A ricostruire quanto accaduto quella notte e è la mamma del giovane che ora chiede giustizia, «Era circa mezzanotte e mio figlio assieme a dei suoi amici stava passeggiando sul lungomare sud di Silvi, quando all’improvviso hanno incontrato due ragazzi che sembravano ubriachi. Questi senza un motivo, hanno cominciato a dare botte prima all’amico; lui, nel tentare di mettere pace, è stato a sua volta assalito con una brutalità enorme, prendendo due cazzotti alle tempie, uno in un occhio ed un altro dietro la nuca Era ridotto come una maschera di sangue, tutto è durato appena 15 secondi, gli aggressori poi si sono dileguati senza neanche correre».

La donna riferisce inoltre che il figlio dopo questo episodio «è psicologicamente a terra, non dorme di notte, e la sera non esce più. Rimarrà con un difetto fisico. Potevano massacrarlo se avessero avuto un coltello in tasca. Ora ha uno zigomo rotto ed il volto sfigurato. Il dottore gli ha detto che non può fare sforzi, non si può soffiare il naso né giocare a calcio. Chi lo ripagherà di questo sfregio? Aspetto che la magistratura faccia il suo corso».

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