Silvi, referendum per legarsi a Pescara

Scordella: «I cittadini decideranno sul cambio di provincia, la fusione con Atri e Pineto non offre le stesse prospettive»
SILVI. La fusione di Atri con Pineto si allarga a Silvi ma cambia prospettiva. Il sindaco Andrea Scordella indica un’alternativa all’accordo a tre: l’eventuale annessione di Silvi all’area metropolitana di Pescara. Saranno i cittadini a decidere, attraverso un referendum, se restare nella provincia di Teramo o unirsi al Pescarese. «Il tema non è solo se fondersi con altri Comuni», spiega Scordella, «ma di capire quale futuro vogliamo per Silvi. Guardare a Pescara significa puntare su sviluppo, infrastrutture moderne, servizi e opportunità economiche concrete». Il primo cittadino sottolinea come la città abbia compiuto un lungo percorso di risanamento finanziario.
«Negli ultimi sette-otto anni, abbiamo fatto i compiti a casa: partivamo da una situazione finanziaria disastrosa e oggi Silvi è un Comune florido, forse il più solido dei tre», tiene a sottolineare il primo cittadino, «e siamo anche quello più grande per densità demografica: questo patrimonio va tutelato». Da qui nasce la necessità di valutare l’alternativa di andare con Pescara. «Ci sono correnti di pensiero che guardano a uno sviluppo economico legato alla provincia pescarese», conferma Scordella, «è una scelta che dovranno fare i cittadini e capire qual è vantaggio maggiore per Silvi». Dalle parole del sindaco, emerge la preoccupazione che la fusione con Atri e Pineto si traduca per il suo territorio assumere un ruolo da «Cenerentola», portando risorse e stabilità, senza un ritorno proporzionato. «Non vogliamo che i nostri sforzi di anni finiscano in un progetto dai benefici incerti», chiarisce Scordella, sottolineando come l’area metropolitana di Pescara potrebbe offrire prospettive che l’ipotesi di fusione a tre non garantisce. ll sindaco ricorda poi come qualche anno fa, l’idea di un possibile accorpamento tra Silvi tra Pineto e Atri nacque da un interessamento di un gruppo legato al Movimento 5 Stelle: «Non si trattava di tavoli di partiti: abbiamo iniziato a dialogare tra tutti i rappresentanti anche con aperture ideologiche diverse», conclude il primo cittadino, «ma dalla discussione emerse il rischio che Silvi potesse avere un ruolo marginale alla fine, portando solo benefici agli altri due comuni coinvolti nell’operazione, senza poter avere un ritorno concreto nel nuovo contesto».
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