10 febbraio

Oggi, ma nel 1967, a Milano, in piazzale Lorenzo Lotto, angolo via Federico Caprilli, alle 2.10, Innocenzo Prezzavento, benzinaio, di 48 anni, siciliano, padre di quattro figli, veniva fatto fuori, con due colpi di pistola 6.35, nel chiosco della sua stazione di servizio Esso, dai neofascisti Roberto Rapetti, esecutore materiale, Giancarlo Esposti e Gianni Nardi, per prendere 9mila lire della borsa degli spiccioli. Nel tentativo di acciuffare l’incasso totale, 70mila lire, bottino che invece veniva lasciato nel box, vicino al cadavere. La rivendita di carburante era di proprietà di Giuseppe Guardi che aveva assunto da dieci giorni, come turnista di notte, Prezzavento, originario di Belpasso di Catania, dimorante con la famiglia nella frazione Santa Maria Rossa di Garbagnate, al civico 10 di via Eugenio Villoresi.
L’omicidio avveniva, a sangue freddo, sotto gli occhi di Italo Rovelli, di 50, commerciante d’auto di Sanremo, cliente notturno del distributore con la sua Fiat 1500 spider, in soggiorno milanese ospitato dalla sorella in via Sem Benelli 10. Per errore verrà arrestato Pasquale Virgilio, detto “Max”, di 25, con precedenti per furto e rapina, residente in via Sebastiano Veniero 30 col padre Vincenzo e la madre Fortunata, in realtà del tutto estraneo al delitto. Che però rimarrà in prigione due anni. Fino al “salvataggio” che arriverà grazie alle coscienziose rivelazioni dell’avvocato penalista di fama Giandomenico Pisapia (nella foto, particolare, la notizia riportata sul quotidiano torinese “La Stampa”, del 17 maggio 1969), docente di Procedura penale all’Università statale della città ambrosiana e, tra l’altro, padre del futuro sindaco del capoluogo lombardo Giuliano, in carica dall’1 giugno 2011 al 21 giugno 2016.
Un caso che susciterà non solo clamore, ma farà scuola. Almeno stando a quanto riportato dal pezzo pubblicato sul giornale meneghino “Corriere della Sera” il 7 aprile 2018, a firma Dino Messina, intitolato “Milano, 1967: il «biondino di piazzale Lotto», in carcere un innocente”. Virgilio verrà assolto il 27 maggio 1969. Nardi, di Ascoli Piceno, classe 1946, già componente delle Squadre d’azione Mussolini, dal 1969 sarà il referente marchigiano del movimento politico Ordine nuovo. Morirà nel controverso incidente d’auto sull’isola spagnola di Maiorca, il 10 settembre 1976, a 30 anni, dopo essersi dato, da latitante, al traffico internazionale d’armi. Esposti, invece, di Lodi, del 1949, militante di Ordine nero, troverà la morte, a 25 anni, nello scontro a fuoco con gli esponenti delle forze dell’ordine che si consumerà sull’Altopiano di Rascino, nel comprensorio di Fiamignano di Rieti, il 30 maggio 1974. Rapetti verrà catturato, a Milano, il 12 gennaio 1971.
