Simulano incontro sessuale e lo rapinano

1 Marzo 2018

In quattro a processo per aver bastonato un anziano ed estorto ventimila euro ai familiari della 16enne coinvolta

GIULIANOVA. Con la complicità di una ragazzina di 16 anni, secondo la Procura «convinta a fare da esca», avevano organizzato un incontro tra la giovane e un anziano promettendo all’uomo un rapporto sessuale. Ma quando quest’ultimo era arrivato nel luogo dell’appuntamento, prima che tra i due ci fosse qualsiasi tipo di contatto, erano uscite fuori dalla siepe dietro cui si erano nascoste e con un bastone avevano colpito più volte l’anziano rapinandolo dei soldi e dell’oro che aveva addosso, sicure del fatto che quest’ultimo non avrebbe mai denunciato niente. Così come, infatti, è successo.
Un’aggressione avvenuta a Giulianova nel maggio del 2015 e per cui ieri mattina due donne giuliesi di 39 e 37 anni (tra cui una rom), sono state rinviate a giudizio con l’accusa di rapina aggravata. Il gup Roberto Veneziano, inoltre, le ha rinviate a processo in concorso con due uomini anche per il reato di estorsione ipotizzato nell’ambito dello stesso fatto contestato. Secondo l’accusa della Procura (il pm titolare del fascicolo è Enrica Medori) dopo aver aggredito e rapinato l’anziano i quattro avrebbero chiesto soldi alla famiglia della ragazzina, fingendo di averla difesa dalle avances di un pedofilo e sostenendo di dover pagare l’uomo per non essere denunciati per l’aggressione. Per farsi consegnare i soldi avrebbero anche minacciato di morte sia la minore che i suoi familiari, riuscendo così ad estorcere alle vittime 23mila euro. In particolare, sostiene la Procura, uno dei due uomini «in più occasioni si sarebbe finto al telefono avvocato per avvalorare la credibilità del fatto. Successivamente mediate reiterate minacce di morte a madre, sia e nonna della minore costringevano queste ultime a consegnare loro in più rate la somma in contanti di tremila euro, nonchè un vaglia postale recante l’importo di 20mila euro».
Uno dei due uomini, inoltre, è accusato anche di aver ceduto alla minore dell’hascisc che le avrebbe procurato un malessere subito dopo la sua assunzione. I fatti sono emersi dopo che i familiari della ragazzina hanno presentato una denuncia per estorsione e nel corso degli accertamenti avviati dai carabinieri è emerso anche il primo episodio, cioè quello della rapina ai danni dell’anziano che non aveva mai denunciato nulla. Sul fatto, inizialmente, c’è stata anche una indagine della Procura dei minori poi finita con una richiesta di archiviazione accolta dal giudice competente. Ora tutte le accuse nei confronti dei quattri ( difesi dagli avvicati Nello Di Sabatino e Tiziano Rossoli) dovranno essere provate nel corso del dibattimento che si aprirà il 4 maggio.(d.p.)
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