Sindacati Tercas: Bari vuole l’incorporazione

A fine mese le assemblee. La Cisl: «Auspichiamo che qualche membro del cda sia espressione locale»
TERAMO. Il 30 settembre prossimo le assemblee della Tercas e della Caripe – convocate dal commissario Riccardo Sora – sanciranno l’ingresso formale della Banca Popolare di Bari e il termine della fase commissariale di entrambi gli istituti di credito. Ma quale sarà la nuova fase? Le assemblee dovranno nominare i nuovi organi sociali: consiglio di amministrazione, presidente e collegio dei sindaci: ci sarà posto per qualcun altro che non sia espressione della Popolare di Bari, proprietaria al cento per cento delle due banche? «Noi ce lo auguriamo», è l’auspicio del segretario regionale della Fiba Cisl Claudio Bellini, «e anche se la Banca Popolare di Bari è unica proprietaria è auspicabile che qualche elemento dei consigli di amministrazione sia espressione del territorio». Tutto ovviamente dipenderà dalle decisioni che si prenderanno a Bari :tra queste l’eventuale ingresso nel capitale sociale della Fondazione Tercas e, per quanto riguarda la Caripe, della Fondazione Pescarabruzzo. La Fondazione Tercas si è detta da tempo disponibile a partecipare con una quota tra l’8 e il 10 per cento al capitale Tercas, ma non è detto che questo avverrà. «Il 25 settembre avremo un incontro con il presidente Mario Nuzzo», fa sapere il segretario regionale della Fisac Cgil Francesco Trivelli, e dopo questo incontro forse si potrà sapere qualcosa di più.
Ma il vero interrogativo sul futuro delle due banche è un altro: continueranno ad essere banche locali, magari riunite in un solo istituto dopo una fusione, anche se con capitale interamente (o in larga percentuale) della Popolare di Bari, o si procederà tra qualche mese, al massimo un anno, alla fusione per incorporazione con la BpB? In realtà la prospettiva sembra essere proprio questa, come avrebbe confermato qualche tempo fa ad alcuni sindacalisti il direttore generale della Popolare di Bari Vincenzo De Bustis, il quale avrebbe affermato «andremo avanti come un treno» riferendosi all’obiettivo della fusione per incorporazione. In tal caso l’interesse della Fondazione Tercas ad acquistare quote del capitale sociale della banca potrebbe anche venire meno. I tempi per portare a conclusione l’incorporazione delle due banche nel gruppo Bpb al momento non sono prevedibili, ma non è escluso che nel giro di un anno o poco più di Tercas e Caripe resteranno solo i marchi, e dopo qualche tempo nemmeno più quelli. (e.a.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

