Sindaci, prima vittoria: via Farabollini

11 Gennaio 2020

Il Governo sostituirà il commissario. I 23 Comuni abruzzesi: «Vogliamo una figura politica». In corsa Legnini

TERAMO. Un primo risultato, ancor prima di portare tutti i 138 sindaci del cratere sismico a Roma mercoledì, l’Anci l’ha ottenuto: appare scontata la sostituzione del commissario alla ricostruzione Piero Farabollini, il cui mandato (scaduto il 31 dicembre) ha lasciato dietro di sé pochi risultati e una montagna di polemiche. E tra i candidati a sostituirlo c’è un politico abruzzese di peso, il consigliere regionale Giovanni Legnini. Ieri a Teramo i 23 primi cittadini del cratere abruzzese si sono riuniti per preparare la manifestazione del 15. Non si tratterà di una protesta di piazza: nell’auditorium di piazza Navona ci sarà un’assemblea dei 138 sindaci con il presidente nazionale dell’Anci Antonio Decaro, e dall’incontro scaturirà un documento da inviare al Governo.
Il sindaco di Teramo e presidente regionale Anci, Gianguido D’Alberto, al termine dell’incontro di ieri ha dichiarato: «Anche a seguito della sollecitazione dell’Anci c’è la condivisione della maggioranza di governo sulla non conferma di Farabollini, ma sono preoccupato perché qualche rappresentante marchigiano dice che al suo posto c’è bisogno di un urbanista. Io torno a ribadire che la figura dev’essere politica per rappresentare le istanze dei territori. Questa linea è stata condivisa da tutti i sindaci presenti qui oggi (ieri, ndr)». Un problema potrebbero essere i tempi della nuova nomina, alla luce di nefasti esempi recenti (vedi i clamorosi ritardi accumulati sul commissario per l’emergenza Gran Sasso). D’Alberto concorda: «Non possiamo permetterci un’attesa così lunga, è già tardi. Faccio un esempio: il personale previsto dallo sbloccacantieri non è ancora arrivato e non arriverà tanto presto perché c’è tutta una serie di passaggi burocratici. Ebbene, quel capitolo di spesa aveva una copertura economica di sette mesi e ne sono passati già sei. Chi ci recupera le risorse?»
Cristina Di Pietro, sindaco di Civitella, riassume così le posizioni emerse ieri: «Al di là della certezza su chi sarà il commissario in tempi rapidi, vogliamo che si alleggerisca la burocrazia sulla ricostruzione pubblica e si acceleri quella privata, ma anche che ci siano misure straordinarie per preservare il tessuto economico. Il decreto sisma è stato una buona risposta perché per la prima volta si è fatta una normativa specifica sul terremoto, ma nei contenuti è ancora insufficiente anche perché non prevede interventi sull’economia».
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