Sisma 2009, appello dei tecnici: «Servono risorse e più tempo»

27 Agosto 2022

Ingegneri, architetti e geometri chiedono di spostare la scadenza del 30 settembre per le pratiche: «Emergenze e contributi non aggiornati da dieci anni hanno rallentato gli interventi su edifici privati»

TERAMO . Aumento dei contributi e proroga dei termini per le domande sulla ricostruzione privata. Sono le richieste che gli Ordini professionali tecnici rivolgono a Regione, sindaci e Ufficio speciale per i Comuni del cratere in riferimento alla riparazione dei danni causati dal terremoto del 2009. Dopo 13 anni dal sisma che colpì in particolare L’Aquila e in centri vicini, con effetti devastanti anche su una parte dell’entroterra teramano, sono ormai prossime le scadenze per accedere ai contributi per il ripristino di immobili lesionati.
TEMPI STRETTI
Per gli interventi che hanno fatto registrare un maggior danno a causa del terremoto del Centro Italia, per quelli che interessano centri storici diversi dall’Aquila e per quelli rientranti in piani di ricostruzione elaborati dalle amministrazioni locali il termine, fissato da norme risalenti a febbraio del 2021, scadrà il 30 settembre. Secondo i presidenti degli Ordini provinciali degli ingegneri Leo De Santis e degli architetti Ombretta Natali e dei collegi dei geometri di Teramo Cristian Graziaplena e dell’Aquila Giampiero Sansone le emergenze degli ultimi due anni e mezzo hanno impedito l’accelerazione auspicata per la presentazione delle istanze. A queste difficoltà si aggiunge il fatto che il livello delle contribuzioni per i danni del sisma di 13 anni fa restano agganciati alla cosiddetta “legge Barca” che risale al 2012 e dunque non risultano più adeguati alle variazioni subite dai costi a seguito del caro energia e dell’aumento dei prezzi delle materie prime.
tante difficoltà
«Le emergenze hanno influito sulla vita dei cittadini, sulle condizioni generali del territorio e anche degli uffici della pubblica amministrazione», ricordano i quattro presidenti, «per le problematiche causate dal coronavirus, dalla crisi dell’edilizia e dagli interventi di agevolazione fiscale». Superbonus 110% e Pnrr hanno catalizzato l’attenzione dei tecnici a scapito delle pratiche post-terremoto. «L’attività dei professionisti è stata resa difficoltosa dagli effetti della congiuntura sanitaria», affermano i presidenti, «dalla sovrapposizione di danni dovuti al sisma 2016, da usi civici e compatibilità tra situazioni reali e catastali». A complicare ulteriormente le cose, secondo i rappresentanti degli Ordini, sono arrivati anche gli effetti della guerra in Ucraina. «L’attuale congiuntura economica legata agli eventi bellici e lo sconsiderato aumento dei prezzi in edilizia», evidenziano, «interferiscono con le tempistiche e i provvedimenti inerenti la ricostruzione privata».
GLI EFFETTI NEGATIVI
I presidenti degli Ordini e delle professioni tecniche descrivono una situazione tutt’altro che definita. «Numerose pratiche tra quelle attese al protocollo sono correlate a spese già sostenute e impegni contrattuali già in essere, e quindi l’eventuale mancato seguito al contributo configurerebbe scenari di contenziosi non auspicabili», avvertono, «lo stato d’avanzamento dei lavori dei Comuni del cratere è molto al di sotto di quelle che erano le aspettative e l’aumento dei costi dell’edilizia derivanti dalle attuali condizioni di crisi ha come conseguenza l’esecuzione di minori opere a scapito della qualità degli interventi di miglioramento sismico ed energetico». Per questo, «nello spirito di responsabilità sociale» sottolineano, le istituzioni a cui è indirizzato l’appello sono chiamate a riconsiderare sia la scadenza per la presentazione delle pratiche, che se non inoltrate entro il prossimo mese comporteranno la decadenza automatica dalla possibilità di accedere alle risorse, sia il livello delle contribuzioni per i danni accertarti.
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