Sisma, ecco gli aiuti alle imprese: «A marzo i fondi per il rilancio»

Il commissario Castelli annuncia gli stanziamenti per le aziende, che avranno 615 milioni del Pnrr Sbloccati 12 milioni per scuole e frana a Campli, rassicurazioni agli imprenditori sul Superbonus
CAMPLI. «Concretezza». È la parola d’ordine con cui il commissario per la ricostruzione post-sisma del Centro Italia Guido Castelli si presenta davanti alla platea di rappresentanti di associazioni di categoria e amministratori. E per dimostrare che non si tratta solo di uno slogan mette metaforicamente sul tavolo due decreti che assegnano a Campli, sede dell’incontro, 12 milioni di euro «rimasti per troppo tempo in un cassetto» e destinati a scuole e consolidamento del versante franoso nella frazione di Castelnuovo, parzialmente sgomberata a causa dei gravi danni alle abitazioni più vicine al fronte crollato. Per il sindaco Federico Agostinelli è «il punto di svolta di un lungo lavoro amministrativo, burocratico e progettuale molto complesso», ma Castelli non si limita ad annunciare questi interventi.
la svolta per i cantieri
Affiancato dai senatori Guido Liris ed Etelwardo Sigismondi, dal sottosegretario regionale Umberto D’Annuntiis e dalla presidente provinciale di Fratelli d’Italia Marilena Rossi, il commissario ribadisce la svolta necessaria per la ricostruzione. «Dalle scrivanie dobbiamo passare al calcestruzzo e ai lavori, bisogna aprire i cantieri». Ricorda che finora è stata investita poco più del dieci per cento della somma stimata per gli interventi necessari. «Dei 27 miliardi previsti ne sono stati liquidati 2,5», fa notare. Alla ricostruzione fisica va però associata la rinascita economica dei territori.
gli aiuto alle imprese
L’obiettivo è «evitare lo spopolamento dei borghi dell’entroterra» e su questo fronte della gestione dell’emergenza post-terremoto Castelli annuncia un altro passaggio-chiave. «Entro marzo saranno assegnati i primi finanziamenti alle imprese che hanno partecipato ai bandi per il rilancio dell’economia», fa sapere il commissario, evidenziando di aver sollecitato Invitalia, che gestisce la procedura, «a istruire le pratiche» per liquidare i 615 milioni stanziati con il fondo complementare del Pnrr per il cratere sismico. «Avevamo chiesto che fossero le regioni a occuparsi dei bandi», osserva Castelli riferendosi alle scelte fatte dal suo predecessore Giovanni Legnini, «non è stato possibile, ma a questo punto bisogna comunque stringere, per allontanare lo spettro di ritrovarsi con case ricostruite ma disabitate». L’impegno del commissario è anche finalizzato a rimpinguare lo stanziamento per il programma NextAppennino. «Se a fronte di 615 milioni disponibili arrivano richieste per un miliardo e mezzo, vuol dire che il cratere non si è addormentato, che gli imprenditori hanno voluto mettersi in gioco», rileva, «e non dobbiamo vanificare lo sforzo che c’è». Per questo il commissario sottolinea di aver già chiesto al ministro Raffaele Fitto ulteriori risorse per «far scorrere le graduatorie dei bandi».
l’allarme delle aziende
I rappresentanti di piccole imprese e costruttori, però, alzano il tono del confronto lamentando gli «effetti disastrosi» che deriveranno dal decreto, appena approvato dal Governo, che blocca la cessione dei crediti fiscali per gli interventi edilizi con il Superbonus al 110%. «Ci sarà presto una schiarita», assicura il commissario, che è anche senatore, nel richiamare «interlocuzioni» già in corso con l’esecutivo, «non ci saranno interruzioni nella possibilità di aggiungere al contributo per la ricostruzione quello per il miglioramento sismico degli edifici». Secondo il commissario si tratta di un decreto «giusto e necessario fuori dal sisma», ma che «salvaguardia tutto ciò che è stato validato in quanto nessuno perderà la cessione del credito per i lavori approvati e in corso».
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