Sisma, fuori dal cratere sono fermi 3mila cantieri

18 Novembre 2014

La Filca Cisl: con il bando per nominare i tre tecnici che valuteranno le pratiche si può salvare l’edilizia, che in provincia segna un calo del 18% dei salari

TERAMO. Edilizia sempre più giù. I dati sono a dir poco preoccupanti. Ma si vede uno spiraglio. E’ probabille, dopo ben 5 anni, lo sblocco delle pratiche per la ristrutturazione post terremoto nei centri fuori del cratere. Si tratta di tremila nuovi cantieri che potrebbero aprire in provincia di Teramo, una manna dal cielo.

A darne notizia è Giancarlo De Sanctis, segretario della Filca Cisl. Il sindacalista illustra i dati della crisi:un ulteriore calo del 18 % della massa salari, del 8% dei lavoratori e del 6% delle imprese. «In crescita tutti i settori distorsivi che, nel frammentato settore delle costruzioni del nostro territorio, trovano la loro naturale evoluzione; così crescono in maniera esponenziale le finte partite iva, il part-time mobile, l'uso tascabile dei voucher», precisa, il tutto nonostante gli sforzi di Cassa e Scuola edile, comitato tecnico della sicurezza e Rlst.

«Ma la burocrazia delle nostre amministrazioni pubbliche ed il sistema corporativo e clientelare ormai insito nel nostro paese, hanno fatto si che a distanza di 5 anni dalla tragedia del terremoto, il nostro territorio attende ancora», osserva De Sancris, «è per questo che accogliamo con immensa soddisfazione la pubblicazione del bando di gara da parte dell'Utr3 di Montorio al Vomano per l'individuazione di tre professionisti, che dovranno istruire le pratiche di ricostruzione privata dei comuni fuori cratere, che hanno subito danni dal terremoto e che si avvarranno dell'Utr3 tramite convenzione.Questa è la terza volta che viene pubblicato il bando, ma lo stesso è stato sempre ritirato per i motivi prima evidenziati, quelli che impediscono tutte le iniziative di sviluppo nel nostro paese.Ma questa sarà la volta buona perché l'Utr è deciso ad andare avanti oltre ogni campanilismo e perché tutto il territorio e tutti gli addetti del settore edile attendono una ripresa che passa dalla ricostruzione e vigileranno affinché ciò avvenga».

I 12 Comuni già convenzionati svilupperanno oltre 2.000 pratiche di ricostruzione. Accanto a questi ci sono già altri 13 comuni che hanno chiesto di stipulare convenzione con l'Utr3, che svilupperanno oltre mille pratiche: quindi tremila cantieri, piccoli e grandi, che saranno avviati, si spera, dopo 5 anni di ritardi.

«Se pensiamo che i cantieri attivi oggi in tutta la provincia sono circa 700 e se pensiamo che solo il Comune di Teramo ha oltre 600 pratiche da istruire, il nostro settore potrebbe ricominciare a respirare aria nuova dopo Sei anni attaccato al respiratore artificiale», sottolinea il sindacalista, «il merito di tale accelerazione, che come Filca Cisl abbiamo appoggiato sin dal primo momento, va alla nuova amministrazione comunale di Montorio che, in soli 5 mesi, ha avviato più di 4 milioni di lavori legati alla ricostruzione ed è pronta ad avviarne altri 2 milioni appena l'Usrc darà la copertura economica; tutto ciò in attesa di sbloccare i piani di ricostruzione per il centro storico di Montorio». (a.f.)

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