Sit-in davanti alla Piccola opera charitas

Niente stipendio a novembre per i 150 operatori, i sindacati manifestano a oltranza davanti all’istituto
GIULIANOVA. «Il lavoro sia un diritto e non un privilegio». Le parole pronunciate da papa Francesco qualche giorno fa hanno fatto da sfondo al sit-in organizzato da Cgil, Cisl e Uil che, da ieri mattina, presidiano l’ingresso della Piccola opera charitas. La Fondazione, infatti, ha annunciato che non potrà elargire gli stipendi di novembre ai 150 lavoratori, i quali, tuttavia, continuano a prestare la loro assistenza ai ragazzi ospiti della struttura fondata da padre Serafino Colangeli.
La Piccola opera, infatti, si trova in questa situazione perché non ha ancora ricevuto dalle Asl il pagamento di prestazioni già erogate ai ragazzi, per circa 7 milioni. C’è infatti in ballo un contenzioso sul tipo di prestazioni erogate – e sulle relative somme – non a caso la struttura ha dovuto adeguare gli spazi agli standard stabiliti dalla Regione. Anche il personale ha dovuto formarsi nuovamente. «Da un giorno all’altro», ha raccontato Elena Di Bonaventura, rappresentante della Cgil e lavoratrice della Piccola opera, «ci siamo dovuti rimettere in discussione: i vecchi titoli che avevamo non andavano più bene. Allora abbiamo preso la qualifica di Oss per continuare a lavorare e fornire il supporto necessario ai ragazzi». Con fischietti e cartelli, i sindacalisti Amedeo Marcattili (Fp Cgil), Alberico Maccioni (Cisl Fp) e Alfiero Di Giammartino (Uil Fpl) davanti l’ingresso hanno manifestato il proprio dissenso. Quello che contestano i sindacati è il fatto che a gennaio il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, in visita alla struttura, aveva promesso aiuti. La Piccola opera, già in ristrettezze economiche, aveva manifestato la necessità di licenziare 40 lavoratori, anche se poi i licenziamenti non sono diventati effettivi. Il presidente aveva detto che sarebbero stati impiegati nella nuova struttura per malati di Alzheimer che aprirà a bivio Bellocchio. «Anche per la nuova struttura», ha spiegato Di Bonaventura, «ci sono state solo chiacchiere: la Regione dovrebbe aprire un capitolo di spesa da destinare lì». Finora dalla Regione non ci sono state comunicazioni ufficiali e i sindacalisti sono intenzionati a presidiare l’ingresso a oltranza. D’Alfonso è atteso a Giulianova il 19 novembre, per un convegno sugli argini. «Se per allora non sarà risolto nulla», ha concluso Di Bonaventura, « manifesteremo anche durante il convegno al Kursaal».
Margherita Totaro
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